venerdì 23 giugno 2017

pc 23 giugno - Corridoio Rosso - i maoisti indiani nelle zone liberate - per il 50° anniversario della 'rivolta di Naxalbari' i





Maoists are the Real Communists


By Jaison C Cooper – for 50Th anniversary of Naxalbari uprising
Why the Left vanguard is such a misunderstood lot
It’s 50 years and the spirit continues. It’s a movement that has been loved and hated by many alike. It’s also a movement nobody can never ignore. But has it been understood properly? Lots of blood, violence, sacrifice, nostalgia, romance and adventurism have been attached to it. There is no limit to the misunderstanding on the Naxal movement in India.

pc 23 giugno - conoscere il Partito Comunista Francese - maoista - un video



pc 23 giugno - azione antifascista - giornale dei compagni austriaci - ultimo numero



pc 23 giugno - piattaforma per il G20 di Amburgo



 Lottiamo contro l’imperialismo e i suoi lacchè: combattere e opporre resistenza al vertice del G20 di Amburgo!
Il vertice del G20 ad Amburgo nel luglio di quest’anno si troverà di fronte una resistenza massiccia. Le manifestanti e i manifestanti da tutta la Germania insieme a persone provenienti da tutta Europa e altre parti del mondo, esprimeranno la loro rabbia e il loro rifiuto di questo incontro dei peggiori assassini e ladri di tutto il mondo in molti modi diversi – e questo va benissimo.
Prenderemo parte a questa lotta per mandare, insieme ad altre forze rivoluzionarie e coerentemente antimperialiste, un chiaro segnale alla classe operaia in Germania e agli oppressi e sfruttati in tutto il mondo: anche qui si combatte contro gli imperialisti e i loro lacchè, non li lasceremo in pace, e il loro sogno di un „retroterra tranquillo“ si ridurrà in cenere!
In questo senso, mobilitiamoci sulle seguenti basi:
Nessuna pace con l’imperialismo!
Che cos’è l’imperialismo oggi? Imperialismo non è un unico blocco monolitico e non è suddiviso nemmeno in differenti blocchi. L’imperialismo come stadio del capitalismo è un sistema su scala mondiale. Ma le forze imperialiste, le potenze politiche esistono in uno stato di cospirazione e discordia. Stanno combattendo tra loro per il controllo del mondo, i mercati, materie prime, e le zone di dominio, ecc. Come ladri si contendono il bottino. Ma combattono anche insieme contro i popoli del mondo, contro il proletariato internazionale e contro qualsiasi forza che mette in discussione il ​​loro dominio. Tra le potenze imperialiste gli Stati Uniti sono oggi la più potente. L’imperialismo yankee è il gendarme del mondo della contro-rivoluzione, e quindi il principale nemico dei popoli del mondo. L’unica potenza in generale in grado di sfidare l’imperialismo Yankee direttamente in modo militare è l’imperialismo russo, ciò che gli sviluppi, in particolare in Ucraina e in Siria mostrano molto chiaramente. L’imperialismo russo può fare questo sulla base del suo patrimonio nucleare. Soprattutto gli Stati Uniti possono prevaricare e dominare le altre potenze imperialiste.
È molto importante non cadere nella trappola „Tutti contro Trump,“ con il pretesto di formare una sorta di „fronte democratico“ con l’imperialismo tedesco. Trump rappresenta una frazione della classe dominante degli Stati Uniti, che, tra le altre cose, vuole dividere l’Unione europea, e ciò comporta soprattutto l’indebolimento politico, economico e militare della BRD. La classe dominante in Germania sogna di elevarsi a una nuova potenza egemone, in modo da poter poi competere per il dominio del mondo – per la terza volta. Questo è il cuore del conflitto tra USA e RFT. Non è una battaglia tra il „fascista Trump“ e la „democratica Merkel“, come la rappresentano gli strombazzatori propagandistici fedeli allo stato. Trump rappresenta l’unica potenza mondiale egemone e come tale il nemico principale dei popoli del mondo. In Germania, la Merkel rappresenta la borghesia imperialista e per conseguenza il principale nemico della classe operaia e di tutti gli oppressi in questo paese. Le proteste contro il vertice del G20 non devono ridursi in nessun caso ai “cattivi” imperialisti stranieri o reazionari fascistoidi come Erdogan, ma devono indirizzarsi anche costantemente contro l’imperialismo tedesco.
Il sistema imperialista è la fonte della guerra, della fame, della povertà, della miseria e distrugge per il suo profitto e avidità anche l’ambiente in una scala così massiccia da minacciare perfino i requisiti fisici per la vita degli uomini in sempre più ampie parti del mondo. L’imperialismo è il nemico mortale del progresso e dei bisogni della maggioranza assoluta della popolazione mondiale. E con esso non ci può essere nessuna pace. Deve essere distrutto dalla rivoluzione proletaria mondiale.
Contro sfruttamento e oppressione!
Indipendentemente dalle differenze tra i rappresentanti dei partecipanti al G20, tutti sono rappresentanti politici degli Stati imperialisti e reazionari. Non importa il modo in cui cercano di camuffarsi. Non sono per niente amici nella lotta per l’eliminazione dello sfruttamento e dell’oppressione, ma piuttosto coloro che hanno la responsabilità diretta del loro mantenimento. Sono nemici del proletariato internazionale e dei popoli del mondo.
In tutto il mondo, lo sfruttamento si acutizza: anche qui in Germania, aumenta lo sfruttamento del proletariato. Sempre più persone vivono in povertà, nonostante ogni giorno vendano la propria forza lavoro. Nell’Unione europea, lo sviluppo in paesi come la Grecia e la Croazia, per citare solo due esempi, mostra come dall’“Unione europea“ vengano povertà e fame, e che questa alleanza imperialista, sotto la guida della RFT è un progetto degli sfruttatori. Nell’Europa orientale e nei Balcani, le condizioni di vita della classe operaia e delle larghe masse popolari sono così precarie che i governi reazionari hanno un problema enorme nel tentativo di sopprimere le masse. Nei paesi oppressi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina l’illusione sui „vantaggi“ della cosiddetta „globalizzazione“ è sparita da tempo e ancora una volta viene posto il sogno riformista sul „progresso“ da parte di governi opportunisti. La povertà e la miseria portano le masse a sempre più grandi scontri con i lacchè dell’imperialismo.
Allo stesso tempo gli imperialisti si posizionano su un’oppressione sempre più massiccia, guerre imperialiste di aggressione contro ogni forma di resistenza, massiccia militarizzazione dei loro paesi, massiccia sorveglianza delle proprie popolazioni e sviluppo forzato dei movimenti fascisti. Ma l’oppressione porta resistenza. In tutto il mondo le masse stanno combattendo eroicamente contro l’“ordine“ dominante. Il problema è che nella maggior parte dei paesi manca una forza che organizzi questa lotta e le dia una direzione veramente rivoluzionaria.
Proletari di tutti i paesi e popoli oppressi, unitevi!
Vogliamo lottare con tutti ed ognuno contro i criminali del G20 e resistere, stare insieme, non importa in quale forma essi scelgono di agire. Rifiutiamo decisamente qualsiasi divisione in „manifestanti buoni e cattivi“ e neghiamo ogni collaborazione con quelle forze che denunciano le altre manifestanti e gli altri manifestanti o utilizzano la stampa borghese come una piattaforma per gli attacchi contro i rivoluzionari e le rivoluzionarie. I nostri avversari sono gli imperialisti e i loro lacchè!
All’interno delle diverse forme di resistenza ci batteremo per inviare un messaggio chiaro internazionalista e rivoluzionario a tutti coloro che in tutto il mondo lottano contro l’imperialismo: Noi siamo con voi, la vostra lotta è la nostra! Inviamo questo messaggio, tra gli altri, ai poveri contadini in Brasile che danno la vita per sviluppare una grande rivoluzione; inviamo questo messaggio a tutti coloro che lottano in Kurdistan, Siria e Iraq contro l’aggressione imperialista; inviamo questo messaggio alle compagne e ai compagni che danno la vita nella guerra popolare in Perù, Turchia, India e nelle Filippine per condurre fino in fondo la rivoluzione; noi inviamo questo messaggio a tutti coloro che contro il genocidio e la repressione draconiana del regime di Erdogan in Turchia, tengono alta la bandiera della resistenza; noi inviamo questo messaggio a coloro che nelle segrete galere della reazione in tutto il modo tengono alte le bandiere della ribellione; inviamo questo messaggio alle comuniste e ai comunisti e rivoluzionari che nei paesi imperialisti nonostante tutte le loro differenze combattono insieme, per distruggere la bestia imperialista.
Svilupperemo le nostre attività insieme a tutti coloro che coerentemente saranno contro il summit. Invitiamo tutti coloro che vogliono fare questo insieme a noi, ad unire le nostre forze.

Abbasso l’imperialismo e tutti i suoi lacchè!
Ribellarsi è giusto!
Viva l’internazionalismo proletario!

Per il comunismo!






Internationalistisches Kollektiv Berlin

Kollektiv Rotes Hamburg


Kommunistischer Aufbau

Revolutionärer Aufbau Bremen

Revolutionärer Aufbau Waterkant

Netzwerk Freiheit für alle politischen Gefangenen – Magdeburg

Revolutionäre Jugend, Dev-Genç Hamburg

Antiimperialistische Gruppe Wien

Internationalistisches Solidaritätskollektiv Oberösterreich

Rotes Kollektiv Westösterreich

Rote Aktion Köln

Rote Aktion Berlin

West Antifa Connection

ADHK – Konföderation für demokratische Rechte in Europa

Red Liberation Cottbus

YDG – Neue Demokratische Jugend

Revolutionärer Jugendbund




pc 23 giugno - sostenere la guerra popolare in India in tutte le forme

গ্রামবাসীদের মারধর ও পুলিশের চর হিসেবে কাজ করায় কংগ্রেস নেতাকে খতম করেছে মাওবাদীরা


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পুলিশের চর সন্দেহে ছত্তীসগঢ়ের দান্তেওয়াড়া জেলায় কংগ্রেসের কৃষক মোর্চার এক নেতাকে খতম করল মাওবাদীরা। জনা ২৪ সশস্ত্র মাওবাদী গত কাল রাতে বস্তারের চোলনার গ্রামে ছন্নু মণ্ডবীর (৫৫) বাড়িতে চড়াও হয়। ছন্নুকে তাঁর ‘অপরাধের তালিকা’ ও মাওবাদীদের ‘বিচারের রায়’ শোনানো হয়। এর পরেই ছন্নুকে গুলি করে খতম করে মাওবাদীরা। চলে যাওয়ার আগে কিছু কাগজ ছড়িয়ে যায় তাঁর দেহের কাছে। তাতে লেখা, এলাকায় পুলিশ ক্যাম্প স্থাপনে সহযোগিতা ও পুলিশের চর হিসেবে কাজ করা ও গ্রামবাসীদের মারধর করার অপরাধে এই শাস্তি। ছুন্নুকে এই ধরণের কাজ থেকে বিরত থাকতে ২০০৪ সাল থেকেই মাওবাদীরা সতর্ক করে দিয়ে আসছিল। কিন্তু সে এসব উপেক্ষা করে আসছিল।


উল্লেখ্য যে, বর্তমান কংগ্রেস নেতা ছন্নু এক সময়ে ব্লকের কংগ্রেস সমর্থিত জনপদ অধ্যক্ষ ছিলেন।

pc 23 giugno -“In lotta contro l’oppressione”. Dopo la vittoria dei prigionieri, cosa sta succedendo in Palestina?

Sabato 24 giugno – ore 17 – @Ex Opg “Je so’ pazzo”

Dibattito e presentazione del libro “Cinquant’anni dopo (1967-2017). I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione dei due Stati”. Con gli autori: Michele Giorgio e @Chiara Cruciati, giornalisti di Nena NewsAgency eil manifesto.
Intervengono, in collegamento da Ramallah:
– Somoud Sa’adat, figlia di Ahmad Sa’adat, segretario del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina;
– gli attivisti di Addameer Prisoner Support & Human Rights Association, Associazione a sostegno dei prigionieri palestinesi.
PRESENTAZIONE DI Roberto Prinzi DEL PROGETTO
DELL’AGENZIA DI STAMPA INDIPENDENTE Nena NewsAgency E CENA A SOSTEGNO DEL PROGETTO!

—-
Quasi 2000 prigionieri palestinesi per oltre 40 giorni in sciopero della fame. Una delle mobilitazioni più importanti a cui il popolo palestinese abbia dato vita negli ultimi anni si è chiusa lo scorso 27 maggio. Insieme alla protesta dei detenuti, le manifestazioni di supporto di un intero popolo, uno sciopero generale che ha coinvolto tutti i territori palestinesi (e non accadeva dal 1987, anno della prima intifada), la “giornata della rabbia” in occasione dell’ultima visita di Trump, presidi permanenti, tutto nel silenzio tombale delle istituzioni e dei media occidentali. Eppure, nonostante tutto, la protesta dei palestinesi è riuscita ad irrompere ben lontano dalle carceri, costringendo i ministri israeliani, che fino a quel momento si erano opposti a qualsiasi forma di riconoscimento della battaglia dei prigionieri, a intavolare una trattativa a partire dalle rivendicazioni lanciate dal movimento di protesta: un immediato miglioramento delle condizioni di detenzione, la possibilità di comunicare e di incontrare familiari a cui viene negata sistematicamente la possibilità di accedere dalla Cisgiordania o da Gaza in territorio israeliano, l’accesso a cure mediche negli ospedali. Una mobilitazione che ha denunciato con forza e chiesto la fine della detenzione amministrativa, pratica inumana, retaggio del colonialismo britannico nella regione, per cui Israele può incarcerare senza formulare accuse, senza presentare capi d’imputazione, rinnovando la detenzione di sei mesi in sei mesi senza limiti.
A prescindere dai risultati ottenuti, dagli avanzamenti “umanitari” che Israele sembra aver concesso e sui quali, i Palestinesi lo sanno bene, bisognerà vigilare nei mesi a seguire, lo sciopero dei detenuti ha rappresentato un momento fondamentale:

pc 23 giugno - ovunque lavori operaio immigrato sei a rischio vita!

Gli resta il braccio nel tritacarne in un ristorante di Sanremo


Grave incidente sul lavoro in mattinata a Sanremo, in un ristorante di via Corradi, nel cuore della città. Un giovane, mentre stava lavorando con un tritacarne, è rimasto incastrato con il braccio sinistro nella macchina
Genova - Un giovane è rimasto con la mano e parte del braccio incastrati in un tritacarne industriale all’interno di un ristorante di Sanremo: il macchinario gli avrebbe reciso due dita.
Il giovane, di origine sudanese, è stato soccorso dal 118 e dai vigili del Fuoco che hanno smontato il tritacarne per liberare la mano; il ferito è stato poi portato all’ospedale San Paolo di Savona, specializzato in questo tipo di interventi, a bordo dell’elicottero del 115.

Savona, morto l’operaio caduto dal tetto del capannone: s’indaga per omicidio colposo


Savona - Potrebbero scattare nelle prossime ore i primi avvisi di garanzia per la morte di Edmond Ndou, l’operaio di origini albanesi di 33 anni che abitava a Borgo San Dalmazzo e che ieri mattina era precipitato in via Nazionale Piemonte a Savona. Ndou è morto oggi all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure senza aver ripreso conoscenza. Stava lavorando sul tetto di un capannone dal quale doveva essere rimossa la copertura di amianto (il cosiddetto eternit) quando è volato nel vuoto da un’altezza di otto-nove metri.
Nonostante sia stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico l’uomo non si è più ripreso e nel primo pomeriggio di oggi i medici hanno deciso, vista la gravità delle sue condizioni, di avviare la procedura di monitoraggio per dichiarare la morte cerebrale del paziente che si è conclusa alle 14,30, al termine delle sei ore di osservazione previste.
Secondo quanto ricostruito da polizia e ispettori dell’Asl 2 Savonese, Edmond Ndou stava lavorando sul tetto del capannone per rimuovere la copertura di amianto quando ha messo i piedi sopra un lucernario in vetro resina che non ha retto facendolo precipitare nel vuoto per circa 8-9 metri.

Ora la magistratura ha aperto un’indagine al momento contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Le indagini dovranno accertare se davvero - come pare abbia dichiarato l’impresa - Ndou fosse al suo primo giorno di lavoro e dunque con le pratiche di regolarizzazione in corso, oppure se lavorasse in nero o comunque in modo non conforme alle leggi. Si indaga anche su eventuali mancanze nelle misure di protezione.

giovedì 22 giugno 2017

pc 22 giugno - Stalker: Non andate dalla polizia !rivolgetevi ad un amica o un 'associazione di donne è piú probabile che riuscirete a salvarvi la vita.



Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate". Lo ha raccontato Caterina Longo, amica di Ester Pasqualoni, il medico ucciso a Sant'Omero (Teramo). L'uomo, dice Longo, la perseguitava "da diversi anni", la "osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei".

"Aveva presentato due denunce in autonomia, non da me - continua l'avvocato Longo - A me si era rivolta dopo l'archiviazione. Io le suggerivo di andare avanti, ma lei non voleva problemi. Era stanca ed era rimasta malissimo per l'archiviazione. Era andata dove pensava di potersi far proteggere, ma così non è stato. E' il sistema italiano purtroppo". "Voleva che lui la lasciasse in pace e voleva vivere serenamente e far stare tranquilli i suoi due figli. Lei era per la pace, era per la vita. Incontrava la morte e il dolore tutti i giorni a causa del lavoro che faceva e non ne voleva altro. Nella sua vita privata voleva solo stare tranquilla. Era buona, vitale. C'era sempre per tutti", conclude Caterina Longo.

pc 22 giugno - G20 Amburgo - che la festa cominci! - ricordando come è finita al g7 di Taormina

 Cumbre Anti G20 en 6-7 julio Hamburgo: G20 Welcome to Hell


Toda la información -  https://g20tohell.blackblogs.org/


DÍAS DE ACCIÓN: 6,7 Y 8 DE JULIO DEL 2017
* Jueves 6 de Julio 2017: Manifestación internacional anticapitalista de la izquierda radical.
* Acciones dinámicas en Hamburgo y alrededores entorno a la
militarización, Migración, explotación, resistencia en las ciudades y otros temas.
* Formación de un bloque de resistencia y de bloques anticapitalistas para la manifestación plural del día 8 de julio del 2017.
* Durante todo el tiempo habrá resistencia contra la propia cumbre!


Salud!


pc 22 giugno - la dichiarazione di George Ibrahim Abdallah alla manifestazione di parigi del 17 giugno e il comunicato degli organizzatori

Dichiarazione di Georges Ibrahim Abdallah – 17 giugno 2017
Dichiarazione in occasione della manifestazione di Parigi del 17 giugno 2017

Care/i Compagne/i, care/i amiche/amici,
in questa “giornata internazionale dei rivoluzionari prigionieri” sono numerosi, molto numerosi nel mondo coloro che resistono dietro le abominevoli mura. Spesso in condizioni particolarmente difficili, riescono a reggere malgrado i tanti anni di prigione. Certamente la situazione sarebbe stata terribilmente differente se non potessero contare sulla mobilitazione solidale che permette di far rientrare  la loro resistenza nella dinamica globale della lotta in corso.
Care/i Compagne/i, care/i amiche/amici,
all’indomani delle vostre varie iniziative di solidarietà che hanno accompagnato lo sciopero della fame dei nostri compagni rinchiusi nelle prigioni sioniste, la vostra manifestazione d’oggi mi infonde molta forza ed entusiasmo.

Dobbiamo constatare Compagni che appena le forze d’occupazione sionista hanno accettato di soddisfare alcune rivendicazioni fondamentali, gli imperialisti d’ogni tipo e i loro alleati reazionari arabi hanno cominciato a fare di tutto per rompere l’unità realizzata durante lo sciopero. Le fuoriuscite orchestrate negli ultimi giorni fanno supporre si stia tentando di trattare diversamente le famiglie dei prigionieri. Sono unicamente fuoriuscite organizzate al momento. Aspettando il seguito, è nostro dovere, Compagni, essere vigili e denunciare qualunque politica di differenziazione fra i prigionieri palestinesi e ogni trattamento delle loro famiglie. E poco importa quale sedicente autorità nazionale si incaricherà di questo sporco compito.
Che mille iniziative solidali fioriscano a favore di questi Fiori e piccoli leoni imprigionati affinché i loro carcerieri sionisti comprendano che non saranno mai soli!
Che mille iniziative si propaghino  a favore della Palestina e la sua promettente Intifada!
Solidarietà, ogni solidarietà con i resistenti nelle prigioni sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, nelle Filippine e altrove nel mondo!
Solidarietà, ogni solidarietà verso i compagni rivoluzionari che resistono nelle carceri greche!
Solidarietà, ogni solidarietà verso i giovani proletari dei quartieri popolari!
Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti/e coloro che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!
Insieme, Compagni, e solo insieme vinceremo!
A tutti voi Compagni e amici/amiche i miei saluti rivoluzionari più calorosi.
Il vostro compagno Georges Abdallah

Succès de la manifestation pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah A Paris le 17 juin 2017

Succès de la manifestation pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah A Paris le 17 juin 2017




Quelque 300 personnes venues de Bruxelles, Lille, Bordeaux, Tarbes, Annecy, Ile de France… ont manifesté dans les rues de Paris leur exigence de libération de Georges Ibrahim Abdallah, scandant entre autres slogans : « Il est de nos luttes, nous sommes de son combat, libérez Georges État d’Israël, État criminel, boycott ! » « Vive la solidarité internationale des peuples ! » « Toute une vie de combat ! Liberté pour Abdallah ! ».
Arrivés à République, les manifestants ont pu écouter quelques interventions de la Campagne unitaire, du PIR, d’EuroPalestine, du Secours Rouge Bruxelles, du PCM, de la Plate-forme des prisonniers politiques de Turquie et du Kurdistan…
Une intervention écrite de Georges Abdallah a été lue, tandis qu’un drapeau géant de la Palestine était érigé sur la statue de la République.
Ce même jour, des rassemblements pour la libération de notre camarade étaient organisés   à Tunis, à Bruxelles et à Milan. voir photo










pc 22 giugno - Internazionalismo, internazionalismo, internazionalismo - leggi MAOISTROAD in lingua originale

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pc 22 giugno - Macron - un bluff eletto da una piccola minoranza - utile per accendere i fuochi della lotta generale - proletari comunisti/PCmItalia

cominciamo a parlarne - pubblicando la presa di posizione dei compagni maoisti francesi che hanno fatto una intensa campagna per il boicottaggio



Un rifiuto storico delle elezioni borghesi



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Un astensionismo storico, il 57,3% degli iscritti alle liste elettorali non sono andati a votare domenica scorsa. Un astensionismo che supera il 50% degli iscritti e che si avvicina alla massiccia astensione alle elezioni europee. Si tratta di un massiccio rifiuto della farsa elettorale!

E dire che non sono certo mancate le forti spinte al voto. Ovunque i media borghesi ci annunciavano la marea Macron, il cosiddetto uomo del rinnovamento.

Fin dal suo arrivo al potere, abbiamo potuto vedere di cosa è fatto il suo rinnovamento: tra una risalita sugli Champs Elysée in jeep militare e una battuta razzista sui comoriani che rischiano la vita in mare per sfuggire alla miseria causata dagli imperialisti. Uno splendido rinnovamento!

Dopo aver lodato Macron, abbiamo avuto il diritto all’elogio dei candidati che essi presentano. Candidati della società civile, e non politici, ci viene detto. Ma che cosa è dunque la società civile, tanto propagandata dalla République en Marche (Repubblica in Marcia) e dai suoi sostenitori? Guardando alla composizione di classe dei candidati della Repubblica in Marcia, si nota subito l'enorme importanza attribuita a dirigenti, ingegneri, professionisti ... oh sì, per società civile non potevamo aspettarci la cassiera del franprix, il lavoratore edile sull’impalcatura tutto il giorno, nonostante il caldo insopportabile, il lavoratore delle pulizie dell’azienda ONET per la quale molti non hanno nemmeno accesso al voto ... E non è una sorpresa, alla nuova Assemblea nazionale, non un singolo lavoratore, neanche tra gli eletti del P "C" F e di France Insoumise!

Dopo il circo delle primarie, i due turni delle elezioni presidenziali, la nuova ingiunzione ad andare per così dire ad esprimersi con un voto in un'urna, tutto questo non ha davvero fatto presa, il cinema ha cominciato a stancare.

Un nuovo governo sul piede di guerra

La Repubblica in Marcia viene fuori senza sorpresa con una maggioranza schiacciante, mentre l'opposizione è ridotta a un filo sottilissimo con il crollo del PS dopo cinque anni di governo reazionario e antipopolare.

Macron è dunque pronto a dispiegare tutta la sua strategia di demolizione sociale. Non c’è bisogno di andare lontano, questo è l'equivalente della "guerra lampo sociale" che aveva annunciato Fillon. È il governo dei decreti per fare passare i peggiori attacchi contro il codice del lavoro, la famosa legge sul lavoro 2.0, durante l'estate, con spallate forti mentre la mobilitazione sociale è in generale più bassa.

E allo stesso tempo, avremo il diritto che fa rientrare lo stato di emergenza nella legge normale, la più grande banalizzazione delle violazioni dei diritti umani e una polizia con sempre più potere in un momento in cui i crimini della polizia stanno aumentando a un ritmo tale che prendono la forma di una vera e propria carneficina.

Come organizzarsi contro il nuovo governo?

Il fallimento delle strategie elettorali mostra la necessità di costruire una via rivoluzionaria. Una via in rottura totale con il sistema attuale. Questo è ciò che propone il Partito Comunista Maoista, di rompere con le vecchie pratiche per avanzare con un chiaro progetto rivoluzionario, con una chiara strategia rivoluzionaria: la guerra popolare di lunga durata come solo e unico modo per raggiungere il socialismo.

Per avanzare su questo percorso, il nostro dovere è quello di organizzare in tutti i settori una forza capace di mobilitare contro gli attacchi della borghesia che saranno condotti sotto la presidenza di Macron in piena continuità e con una certa intensificazione rispetto alla presidenza di Hollande.

Da oggi dobbiamo sostenere le iniziative contro il governo per decreti, ma non possiamo contentarci di questo. Da oggi dobbiamo cercare di organizzare di più, dobbiamo sviluppare un vero e proprio lavoro di massa nei quartieri popolari per ricostruire o rafforzare la solidarietà popolare, una solidarietà di classe. Solo così possiamo affrontare questo governo, le sue politiche e i crimini della sua polizia.

Dopo questa storica astensione, apriamo un percorso diverso dalla via riformista!

Dobbiamo essere in grado di creare nuove prospettive di lotte!

Di fronte al governo Macron, rafforziamo e allarghiamo la solidarietà di classe!

Di fronte ai decreti, prepariamo una lotta feroce!

Rafforziamo il nostro partito, sviluppiamo il fronte e le organizzazioni di massa!

Prepariamo la guerra popolare!

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pc 22 giugno - video della manifestazione per georges ibrahim abdallah paris 17-6-2017

Video de la manifestación en Paris por la liberación de Georges Ibrahim Abdallah


pc 22 giugno - UN GIUDIZIO LAPIDARIO, PRECISO DI ARUNDHATI ROY SUL FASCISTA INDU' MODI E SU TRUMP

"La gente spesso paragona Donald Trump e Modi. Ma non sono la stessa cosa. Trump somiglia allo scarto di un processo industriale tossico di cui Modi è il prodotto principale".

pc 22 giugno - PER LA LIBERTA' DI SAIBABA; "DEVI AGIRE PERCHE' LUI VENGA RILASCIATO..."

Dall'intervista ad Arundhati Roy (pubblicata sul CdS del 11 giugno):

"Un professore disabile è stato accusato di essere un terrorista. E' stato incarcerato, la sua sedia a rotelle è stata distrutta, così doveva strisciare sul pavimento della cella. Io lo conosco molto bene. Ecco, se succede una cosa come questa devi fermarti, devi agire perchè lui venga rilasciato. Almeno per una notte devi fermarti e scrivere".

Iniziativa il 19 giugno a Milano davanti al consolato indiano
Presidio/assemblea in piazza a Milano - 19 giugno

pc 22 giugno - PER LOTTARE CONTRO L'IMPERIALISMO, COMPRENDERE I SUOI FONDAMENTI E' NECESSARIO PER DISTINGUERE RIVOLUZIONARI DAGLI OPPORTUNISTI DI OGNI SPECIE

Richiedere il libro scrivendo a: pcro.red@gmail.com

pc 22 giugno - MENTRE SI AVVICINA IL G20 AD AMBURGO E LE MOBILITAZIONI, UTILE LEGGERE DALLO SPECIALE DI PROLETARI COMUNISTI COSA E' STATO IL G7 DALLA PARTE DEGLI IMPERIALISTI E DALLA PARTE DEI GIOVANI, LAVORATORI, MASSE POPOLARI


Richiedere il numero speciale a: pcro.red@gmail.com

pc 22 giugno - Ennesimo provvedimento razzista/discriminatorio della giunta Maroni in Lombardia

ma anche demagogico, perché quando mai governo e giunte locali, di destra e di sinistra, hanno "rispettato" il diritto all'abitare delle masse popolari?

Case popolari, svolta antimigranti in Regione: Maroni dà la precedenza ai lombardi

Nel nuovo regolamento punteggio più alto ai residenti da almeno cinque anni, favorito chi vive da più tempo nel comune. 



di ANDREA MONTANARI

22 giugno 2017
Giro di vite della Regione sull'assegnazione delle case Aler agli immigrati. La giunta guidata da Roberto Maroni ha approvato il nuovo regolamento attuativo per l'assegnazione degli alloggi popolari. La principale novità è che non solo sarà data precedenza a chi risiede in Lombardia da almeno cinque anni, ma avrà un punteggio più alto anche chi dimostrerà di vivere da un maggior numero di anni in un determinato comune.
Il governatore Roberto Maroni e l'assessore regionale alla Casa Fabrizio Sala lo dicono esplicitamente: "Il senso delle nuove regole è di dare la precedenza a chi risiede da più tempo inLombardia". Per Maroni si tratta di "una svolta importante per il sistema Aler. Abbiamo attivato misure non facili e non scontate, soprattutto per la riqualificazione del patrimonio". E per dare ancora più clamore all'iniziativa, la seduta di giunta si è tenuta eccezionalmente nella sede di Aler Milano in viale Romagna, dove è stata inaugurata anche la nuova sala operativa e Maroni ha ribadito la sua intenzione di chiedere i poteri in materia di sicurezza per risolvere il problema degli  sgomberi