sabato 14 gennaio 2017

pc 14 gennaio - LE PRECARIE COOP SOCIALI DI PALERMO APRONO L'ANNO DI NUOVO IN LOTTA

" NON CI AVETE FERMATO E NON CI FERMERETE!" HANNO GRIDATO IL 25 NOVEMBRE A ROMA "ASSEDIANDO" IL PALAZZO DEL PARLAMENTO INSIEME AD ALTRE LAVORATRICI, PRECARIE, DONNE DISOCCUPATE, 
ALLE COMPAGNE DEL MFPR
  contro la violenza del governo, dei padroni, dello Stato, di questa società  a base dell'humus maschilista e sessista che diffondendosi a livello di massa produce l'odiosa violenza sulle donne fino ai femminicidi, portando questa lotta anche  alla grande manifestazione  del 26

 QUESTO "NUOVO" GOVERNO AL SERVIZIO DEI PADRONI CI VUOLE TOGLIERE IL LAVORO,  CONTINUA AD ATTACCARE PESANTEMENTE LA NOSTRA DIGNITA' DI LAVORATRICI E DI DONNE, LA NOSTRA VITA  

NON VE LO PERMETTEREMO! 
VERSO LO SCIOPERO DELLE DONNE!

 Occupazione del palazzo della Città Metropolitana  a Palermo 
in questi giorni

pc 14 gennaio - Il governo Gentiloni, reazionario e sempre più arrogante, conferma l’incarico all’indagato comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette …

QUESTO GOVERNO DEVE ESSERE CACCIATO!
***
Dal Corriere della Sera
A PALAZZO CHIGI
Del Sette, Graziano ed Errico
Confermati tutti i vertici militari
Il Consiglio dei ministri ha prorogato gli incarichi del comandante Generale dei Carabinieri e dei capi di Stato di Maggiore di Difesa ed Esercito
di Virginia Piccolillo
Tutti confermati. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha prorogato l’incarico per il comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, per il capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Danilo Errico. Sessantacinque anni, da dicembre 2014 anni al comando dell’Arma, Tullio Del Sette ha gestito nel suo mandato la fase delicata della offensiva antiterrorismo. Porterà a compimento anche il periodo di transizione con la fusione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale all’interno delle file dell’Arma. Pluridecorato e apprezzato professionalmente, il generale Del Sette è indagato nella vicenda della fuga di notizie sull’inchiesta degli appalti Consip.
Ex comandante della Brigata multinazionale «Kabul» ed ex comandante della forza e capo della missione UNIFIL in Libano, il generale Claudio Graziano resta capo di Stato Maggiore della Difesa in un momento particolarmente caldo sullo scacchiere internazionale del mediterraneo, con il riacutizzarsi di crisi nel Mediterraneo, prima fra tutte, in queste ore, quella libica. Bersagliere e pilota dell’aviazione dell’Esercito, Medaglia di bronzo al valore dell’Esercito, per il suo impegno nel Kosovo, Errico conserva l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’esercito, che ha avuto a staffetta, proprio al posto del generale Graziano.

pc 14 gennaio - Trapani, operaio cade da un’impalcatura e muore in cantiere: “una cosa simile non l’avevamo mai vista”

Inizia malissimo questo anno per gli operai in Sicilia per quanto riguarda i morti sul lavoro, così come purtroppo si era chiuso l’anno scorso: oltre 40 morti!
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La trasferta lavorativa avrebbe dovuto essere breve, il tempo necessario a rimettere in sesto l’impianto di climatizzazione dell’aliscafo Antioco. Ma Michele Di Lorenzo, operaio trentasettenne di Palermo, dipendente della Elettro System di Bagheria, ha trovato la morte cadendo nella sala macchine del mezzo. Da pochi giorni Di Lorenzo, sposato, lavorava a Trapani nel cantiere degli imprenditori Morace, Liberty Shipyard, nella zona industriale e in prossimità del porto, in via Isola Zavorra. Su quest’aliscafo Di Lorenzo stava eseguendo dei lavori per conto della ditta esterna di climatizzazione e impiantistica di cui era dipendente una delle tante a cui i Morace si rivolgono, di volta in volta, per lavori specifici. “Questa tragedia mi ha sconvolto”, dice il comandante Ettore Morace, amministratore delegato della Liberty Lines che appresa la notizia, è andato subito al cantiere. “siamo sgomenti anche perché investiamo molto negli standard operativi per garantire la sicurezza sui posti di lavoro. Attendiamo – prosegue Morace – l’esito delle indagini, collaboreremo con gli investigatori affinché si faccia chiarezza su questo terribile incidente. Alla famiglia Di

pc 14 gennaio - Migranti a Firenze tentano di entrare in prefettura: cariche della polizia… "Non abbiamo tombe per i morti né case per i vivi"

Solidarietà ai migranti che si ribellano dopo la morte di Ali e mentre si continuano a raccogliere morti in mare...
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dalla Repubblica Firenze:
Il presidio in via Cavour, dopo il rogo di Sesto Fiorentino, si è sciolto nel pomeriggio. Trovato l'accordo tra i sindaci: saranno distribuiti nei comuni dell'area fiorentina


Prima si sono seduti a terra, lungo la strada. Poi hanno sciolto il presidio, dirigendosi verso la stazione per tornare a Sesto Fiorentino dove sono ospitati al Palazzetto dello Sport. Si è conclusa così una giornata di tensione in via Cavour, all'esterno della Prefettura di Firenze dove la polizia ha effettuato due cariche di alleggerimento contro una cinquantina di migranti che hanno tentato di entrare nel palazzo chiedendo di partecipare al vertice dove i sindaci dell'area fiorentina hanno deciso come e dove accogliere il centinaio di persone coinvolte nel rogo del capannone Sesto Fiorentino. La polizia, schierata in assetto antisommossa ha prima allontanato con spintoni i manifestanti e poi con l'uso dei manganelli. Almeno una persona tra i manifestanti è rimasta contusa.
Rogo di Sesto Fiorentino: "Ali morto per recuperare i documenti della moglie"
Firenze, migranti davanti alla Prefettura: ''Siamo esseri umani, chiediamo quello che vogliono tutti''
Firenze, i somali al Prefetto: "Non abbiamo tombe per i morti né case per i vivi"

"Abbiamo chiesto di partecipare al vertice - dice Lorenzo Bargellini, portavoce del Movimento di

pc 14 gennaio - Intervista a Varavara Rao sull'attacco in Malkangiri - Verso la la giornata internazionale di solidarietà del 28 gennaio

A fine ottobre 2016, nel profondo della foresta dei Ghati orientali, lungo quello che viene chiamato AOB, confine Andhra-Odisha, ha avuto luogo una delle più sanguinose operazioni di polizia contro la sinistra armata indiani, i militanti del proscritto Partito Comunista dell'India (Maoista).
Ancora una volta, si passa al vaglio la genuinità dei rapporti sullo "scontro", la sua tempistica e l’azione dei governi degli stati coinvolti in questa operazione pianificata di annientamento realizzata dalle forze di polizia di Andhra Pradesh, Odisha, Chhattisgarh, e del governo centrale.
Come è stato spesso il caso, anche questa volta diversi civili dei villaggi tribali sono stati vittime innocenti. Il celebre scrittore, poeta e ideologo di sinistra Varavara Rao ha parlato a Frontline

venerdì 13 gennaio 2017

pc 13 gennaio - Da due giorni il Sud della Tunisia in rivolta

Rigiriamo tradotto questo articolo di ieri dal blog Tunisie Resistance riferendosi ai fatti di ieri. Ancora oggi continuano gli scontri nelle località citate (Meknassi e Ben Guardane) a cui si sono  aggiunte anche Sidi Bouzid città e Kasserine, la città da cui l'anno scorso a gennaio parti una rivolta che presto si estese in quasi tutto il paese per un mese.


Ieri sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia in due diverse zone meridionali del paese: a Meknassi (governatorato di Sidi Bouzid) e nella città frontaliera di Ben Guardane (governatorato di Mednine). Regioni diverse ma stesse motivazioni: le mancate promesse da parte del governo alle popolazioni di queste regioni.



A Meknassi dopo più di u anno di trattative concernenti le possibilità di lavoro degli abitanti dell’area nelle miniere di fosfati, la polizia ha attaccato violentemente un sit-in. Quindi sono scoppiati degli scontri tra manifestanti e polizia per tutta la notte con blocchi stradali e lanci di pietre in risposta ai lanci di lacrimogeni della polizia.








 La direzione locale dell’UGTT dopo l’attacco ai lavoratori da parte della polizia ha immediatamente interrotto le trattative e proclamato uno sciopero generale nella città per la giornata di oggi










A Ben Guardane, la cui principale attività economica é il commercio transfrontaliero, dopo le promesse di sostegno economico e sviluppo del marzo scorso in seguito alla battaglia di Ben Guardane tra jihadisti e forze di sicurezza, alcuni commercianti esasperati dalla chiusura del valico di frontiera di Ras Jadir dal lato tunisino, hanno attaccato la locale stazione di polizia. Ai commercianti si sono uniti i diplomes chomeur e anche qui gli scontri sono durati tutta la notte.



Oggi il quotidiano “embedded” La presse criminalizza questi movimenti sociali agitando come sempre lo spauracchio del terrorismo. Si citano fonti delle forze di sicurezza “preoccupate” che per il settimo anniversario della “rivoluzione” (più precisamente della rivolta popolare) le tensioni sociali al sud e guarda caso in particolare a Sidi Bouzid, Ben Guardane e Kasserine possano rendere instabile il paese e facilitare attacchi terroristici, distogliendo le forze di sicurezza.


Quindi la “risposta” alle legittime richieste sociali é sempre la stessa: repressione poliziesca e criminalizzazione, entrambe giustificate dal persistere dello “stato di emergenza”, una contraddizione in termini dato che é “un’emergenza” in corso da qualche anno...

pc 13 gennaio - India: Intervista con Gajarla Ravi (Ganesh) del CC del PCI (Maoista) responsabile delle zone Dandakaranya e Orientale - Verso la la giornata internazionale di solidarietà del 28 gennaio

In ottobre lo si credeva morto nell'attacco di Malkangiri, dove i Grey Hounds uccisero 33 alti comandanti e combattenti maoisti. Molti avevano perfino inviato messaggi di condoglianze per Gajarla Ravi alias Ganesh. Ma durante la visita di The Week nella zona liberata del Dandakaranya, abbiamo visto Ganesh camminare lungo un sentiero nel bosco per fare il punto della situazione sul dispiegamento delle forze dopo quell'attacco. Avanzava con un AK-57 in spalla e cartucciere alla vita e tracolla, circondato da un fitto un anello di sicurezza di una cinquantina di maoisti armati.

È uno dei migliori strateghi militari del PCI (Maoista) e degli uomini più ricercati dai servizi di sicurezza, Ganesh, poco più di 50 anni, noto anche come ideologo del partito. Era presente durante l'attacco a Malkangiri, insieme a un altro membro del Politburo, Rama Krishnan, ma, grazie all’ingente anello di

giovedì 12 gennaio 2017

pc 12 gennaio - Il sindacalismo al servizio dei padroni truffa sui dati per nascondere il NO operaio al contratto fascista e neo corporativo dei metalmeccanici

La fiom nel suo sito ufficiale pubblica i risultati del referendum sul contratto nazionale: “La Commissione elettorale nazionale Fim-Fiom-Uilm il giorno 22 dicembre 2016 ha comunicato i risultati quasi definitivi arrivati dalle Strutture regionali.”
Questi, secondo la commissione sono i dati:
Aziende interessate al 5.986, per un totale di 678.328 dipendenti.
Hanno votato n° 350.749 aventi diritto al voto (pari al 63,27% dei presenti nei giorni di votazione).
276.627 SI, pari a80,11%
68.695 NO, pari a 19,89%
3.836 schede bianche
1.591 schede nulle.
Questi i dati forniti dalla commissione elettorale di Fim, Fiom e Uilm.
Ma i dati reali sono ben altri che dimostrano la volontà truffaldina dei servi del padrone.
Partiamo dal primo dato, il numero delle aziende metalmeccaniche per classe di addetti “interessate” al contratto nazionale (praticamente le aziende dove si è svolto il referendum) secondo i confederali corrispondono a 5.986 aziende.
Le imprese metalmeccaniche “interessate” al contratto secondo un dato fornito da Federmeccanica, risultano essere ben 15.169. La differenza tra i dati dichiarati dal sindacato e quelli reali è evidentemente falsa, 9.183 fabbriche sparite dai conteggi, fabbriche in cui probabilmente non si è tenuto nessun referendum.
classe di addetti
da 20 addetti a 49
da 50 addetti a 249
250 addetti e oltre
totale imprese
numero imprese
10378
4725
666
15169
Gli addetti all’industria metalmeccanica (sempre fonte Federmeccanica) sono ben 1.590.097 un

pc 12 gennaio - Sesto Fiorentino: la politica Razzista di questo stato si macchia, nuovamente, del sangue dei migranti

Incendio all'ex-Aiazzone. Ali ucciso da razzismo e sistema di accoglienza 
Aggiornamento ore 9:00: inizierà tra poco un'assemblea alla tendopoli allestita stanotte davanti all'ex-mobilificio Aiazzone  per decidere come prendere posizione. La morte di Ali non è una tragica fatalità ma l'infame conseguenza del sistema italiano di "accoglienza" dei migranti e dell'ipocrisia delle istituzioni davanti ai senza casa. Mai più morti come questa!

Alì Moussa, rifugiato politico somalo, è morto durante l'incendio dell'ex-Aiazzone.
Si era salvato dalle fiamme che hanno distrutto la struttura, ma poi ha deciso di rientrare dentro. Non era pazzo. E' rientrato perchè voleva portare in salvo i suoi documenti. Quei pezzi di carta a cui la vita di ogni migrante è appesa. Pezzi di carta da sudare per ottenere il proprio diritto ad esistere qui in Italia.
Alì Moussa è stato ucciso dalle leggi dello Stato Italiano, dagli arbitrari ritardi e dinieghi delle questure, dal ricatto continuo che viene esercitato nei confronti dei migranti attraverso la minaccia

pc 12 gennaio - E ORA PARLANO LE MOGLI DEGLI "SCHIAVI" DELLA LOGISTICA


pc 12 gennaio - CONA: UN AGGIORNAMENTO, DOPO LA MORTE DI SANDRINE, DELLA SITUAZIONE GRAVE DEI MIGRANTI - LA RISPOSTA DELLO STATO E'... REPRESSIONE

Dalla Mensa Marzolo Occupata di Padova sui recenti fatti di Cona (Ve).

Ciao a tutti e tutte,
inviamo un comunicato diffuso a Padova sui recenti fatti accaduti nel centro di prima accoglienza di Cona (Ve). Fino a qualche giorno fa il centro era militarizzato dalla celere in antisommossa e chiudeva l'ingresso a chiunque: oltre naturalmente ai solidali, anche a giornalisti o parlamentari della borghesia di sinistra catapultatisi fin da subito a Cona come pescecani. Sembra che la richiesta di "non far passare nessuno" sia arrivata dal responsabile della cooperativa Ecofficina-Edeco che gestisce la stragrande maggioranza delle strutture per richiedenti asilo della provincia di Padova, Venezia e Treviso nonostante i suoi vertici siano indagati per corruzione, maltrattamenti e ruberie varie.
I ragazzi all'interno del centro denunciano molti altri casi di profughi in gravi condizioni di salute abbandonati a se stessi senza cure mediche e la stessa Sandrine, morta lunedì scorso, era da giorni che soffriva. Il quadro per capire la loro lotta sembra piuttosto chiaro...una lotta che non sembra affatto pacificata.
Inviamo anche un'intervista fatta a RadiAzione.info ad un ex operatrice del centro di Cona.
http://www.radiazione.info/2017/01/morte-di-sandrine-nel-centro-accoglienza-di-cona/

Seguiranno aggiornamenti.

Al fianco degli immigrati in lotta!
Sui recenti fatti di Cona


Lunedì 2 gennaio, presso il centro di accoglienza di Cona (in provincia di Venezia), è morta Sandrine Bakayoko, venticinquenne richiedente asilo della Costa d’Avorio.
In seguito ad alcune ore di ritardo dei soccorsi, è esplosa una protesta per denunciare l'accaduto e le condizioni terribili di vita cui sono costretti più di 1400 immigranti, ai quali va tutta la nostra solidarietà per la loro coraggiosa lotta.
Riscaldamento assente, servizi igienici e pasti scadenti, acqua fredda, mancanza di cure mediche e sovraffollamento sono le reali problematiche con cui migliaia di immigrati devono confrontarsi ogni giorno in tutti i centri di accoglienza.
In questi casi, la maschera della propaganda reazionaria e populista cade di fronte alla situazione reale: da un lato i vermi razzisti che sputano odio parlando di profughi negli hotel a 5 stelle, dei 35 euro al giorno rubati dalle tasche degli onesti lavoratori italici; dall'altro chi millanta un'accoglienza degna e rispettosa degli individui, ma sui quali poi s’arricchisce. Quello che vediamo quotidianamente sono solo ghetti, nuove frontiere e muri che s’innalzano e sopraffazione verso chi ha il colore della pelle diverso. Vediamo cooperative  come la nostrana Ecofficina-Edeco che, alla faccia dell'accoglienza e della solidarietà, fanno migliaia di euro sulla vita degli immigrati e dai quali trattengono più del 90% dei famosi 35 euro! A questa situazione si somma la recente richiesta del capo della polizia di intensificare i rastrellamenti degli immigrati senza documenti, l’ipotesi di aprire un Cie per regione, fino alla loro criminalizzazione, arrivando a considerare una persona irregolare come un terrorista.
La classe politica, insieme ai suoi servi fascisti, cerca di indirizzare il malessere sociale, dovuto al peggioramento delle condizioni di vita a causa dell’aggravarsi della crisi economica, contro i profughi, aizzando il proletariato bianco contro l'altrettanto sottomesso proletariato migrante. Viene deviata così l’attenzione dai veri responsabili dell’immiserimento delle nostre vite: i padroni e le istituzioni di ogni orientamento politico che ci vogliono divisi per mantenere intatti i loro profitti e i loro privilegi.
Ma la realtà supera di gran lunga la fantasia: chi ha varato il jobs act non è ghanese, chi permette il massacro quotidiano nei posti di lavoro non è senegalese, chi taglia fondi alla sanità e alla ricerca, all'istruzione pubblica e al welfare non è rumeno. Chi arresta, sfratta i proletari dalle loro case, affama e sfrutta i popoli, sgancia tonnellate di bombe non è tunisino. Chi ci ammazza ogni giorno, a prescindere dal colore della nostra pelle, ha la giacca e la cravatta.
Lo scopo della classe politica è anche quello di distrarci dalle vere ragioni dei flussi migratori, cioè la guerra e la povertà che i paesi imperialisti europei, Italia compresa, continuano a portare da decenni in Africa, in Asia e Medioriente. Proprio in Costa d’Avorio la Francia ha investimenti miliardari e nel 2011 sostenne un colpo di stato per destituire il governo intenzionato a rivedere gli accordi economici con le multinazionali francesi e che causò più di 1000 morti e inaudite atrocità contro i civili. Facile immaginare quante persone furono costrette ad emigrare!
Quello che unisce i proletari bianchi e stranieri è l'appartenenza alla stessa classe sociale, quella degli oppressi. Uniti dobbiamo lottare contro la guerra e i nostri governi che le promuovono. Alle loro guerre neocoloniali e a quelle tra poveri nelle nostre città, preferiamo la guerra tra le classi.

UNIAMOCI TRA SFRUTTATI DI OGNI NAZIONE CONTRO IL NEMICO COMUNE!
FERMIAMO LE GUERRE NON LE PERSONE!

Padova gennaio 2017
Marzolo Occupata
via Marzolo 4 q.re Portello Padova

mercoledì 11 gennaio 2017

pc 11 gennaio - IL FOGLIO MFPR SUL 25/26 NOV. LETTO DA MIGLIAIA DI DONNE

Il nuovo foglio del mfpr sul 25 novembre - assedio al Parlamento delle donne proletarie - e sulla manifestazione del 26 novembre viene letto da migliaia di donne, sul blog del MFPR  'femminismo rivoluzionario'.
Nella manifestazione del 25, anche la risposta a quale lotta contro i femminicidi che sono tragicamente ripresi in questo nuovo anno.

Per leggere e scaricare il foglio nel blog: https://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2013/01/foglio-25-novembre.pdf


pc 11 gennaio - I LAVORATORI DELLA LOGISTICA CHIEDONO SICUREZZA E VENGONO LICENZIATI

Presidio in piazza Vittorio Veneto dalle ore 16.00 a Bergamo

I lavoratori che chiedono salute e sicurezza al lavoro 
vengono licenziati

Centinaia di provvedimenti disciplinari, e nuovi licenziamenti repressivi, sono il nuovo capitolo della vertenza al magazzino Kamila di Brignano e Calcinate.
Un vero caso politico ma nessuno muove un dito.

Banda Said che non è rimasto ucciso per miracolo il 19 dicembre investito da un muletto in velocità, 70 gg di prognosi, ha ricevuto al letto di ospedale una vergognosa sanzione disciplinare,
Nimal investito allo stesso modo il 3 gennaio ha riportato fortuitamente lesioni più lievi,
ma il problema è sempre quello:
lavoratori spinti a ritmi impossibili lavorano a proprio rischio compromettendo anche la sicurezza dei compagni di lavoro

Abbiamo chiesto che si indaghi su come si lavora nel magazzino, che vengano aperte le porte ad ATS e DTL sotto il coordinamento della Prefettura
Abbiamo documentato almeno 5 mancati infortuni gravi tra novembre e dicembre
Il 3 gennaio nemmeno a Rai3 è stato permesso di entrare nel magazzino.

Oggi riprende una nuova ondata di mobilitazioni
presidio in piazza Vittorio Veneto dalle ore 16.00 a Bergamo
Facciamo appello alla stampa e tv ad essere presente
Da domani nuove iniziative

Per la salute e sicurezza
per la verità sull'infortunio di Banda Said
per il ritiro di tutti i provvedimenti disciplinari e dei licenziamenti
per la difesa dei posti di lavoro nei magazzini Kamila e Calcinate a rischio per il meccanismo dei cambio appalto

Slai cobas per il sindacato di classe - Bergamo


pc 11 gennaio - Milano 14 gennaio: il questore autorizza il corteo di Forza Nuova. Deve dimettersi ed essere indagato per favoreggiamento di manifestazione fascista e razzista

Milano, le polemiche non fermano il corteo di Forza Nuova. Ok della questura: "Ma non in centro"
Il sindaco aveva promesso di fare quanto possibile per bloccare la manifestazione dei neofascisti, ma nonostante l'appello delle associazioni è arrivato il via libera. Gli organizzatori avrebbero voluto sfilare in piazzale Cadorna, contromanifestazione dell'Anpi
di PAOLO BERIZZI

10 gennaio 2017

pc 11 gennaio - MILANO: ASSEMBLEA DEI MIGRANTI E BUSINESS DELL'ACCOGLIENZA


Oltre un centinaio di persone hanno partecipato all'assemblea cittadina convocata nell'occupazione di Via Fortezza 27 a Milano. Molte realtà cittadine, ma sopratutto migranti che stanno dando una risposta organizzata e dal basso alle politiche affarististiche della business dell'accoglienza. Il documento finale è stato assunto da tutte le realtà presenti come base di lavoro collettivo.

*****
VIA FORTEZZA 27: "CI SIAMO"
PROPOSTA DI AUTOGESTIONE
Premessa:
Da anni il fattore migrazione viene raccontato come fenomeno emergenziale negando le responsabilità dirette di chi ha generato l’impoverimento e la devastazione di ampie aree del pianeta attraverso guerre e sfruttamento delle risorse naturali e ambientali dei territori, usati dopo essere stati

pc 11 gennaio - I quaderni di Formazione operaia su l'imperialismo di Lenin una arma di critica indispensabile oggi - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 11 gennaio - Roma, sgombero centro sociale Alexis - Una giusta denuncia ma quanta ipocrisia da parte di USB e soci


Come se la giunta Raggi non l'avessero sostenuta con il voto ai grillini alle elezioni

Usb scrive:
"Assessore Berdini, Assessore alla Casa (ma ne esiste uno?) e Sindaco Raggi da che parte state?" - ma come poter pensare che grillini e giunta Raggi possano mai stare da parte dei senza casa?
Roma -
Comunicato Stampa dell'ASIA-USB.
Sgomberi e sfratti, la Giunta Raggi inaugura il nuovo anno nel peggiore dei modi.
Il massiccio spiegamento di forze per effettuare lo sgombero dello spazio socio-abitativo Alexis è un nuovo segnale allarmante di come si vogliono affrontare le questioni sociali nella città. Eppure

pc 11 gennaio - Voucher l'ipocrisia della CGIL


Voucher nella CGIL di Camusso

Redazione di Operai Contro, la CGIL e la Camusso vogliono trasformarci in coglioni. Non solo i sindacati gestiscono esuberi e licenziamenti con i padroni. La CGIL fa firmare contro i […]



(Dalla Repubblica)
Dopo il caso dei voucher utilizzati dalla categoria dei pensionati dell’Emilia-Romagna, un autentico boomerang per chi si sta battendo per l’abolizione dei buoni lavoro e che ha raccolto le firme per un referendum abrogativo, la Cgil corre ai ripari. Ieri la segreteria nazionale ha diramato una mail a tutti i dirigenti delle categorie, nazionali e regionali. La cosiddetta “nota alle strutture” è un vademecum sul come, anche, rispondere agli organi di stampa sulla questione.
“L’obiettivo che dobbiamo perseguire in queste ore delicate anche in relazione alla prossima espressione della Corte sulla ammissibilità dei quesiti referendari – scrivono Tania Scacchetti e Nino Baseotto, membri della segreteria nazionale – deve essere quello di rilanciare la validità delle nostre ragioni, supportate da milioni di firme raccolte nei mesi scorsi, evitando i processi ed evitando di alimentare fratture nella organizzazione e nella sua immagine pubblica”.
Ed è anche comprensibile la voglia di “evitare i processi”. Perché il problema dell’utilizzo dei

pc 11 gennaio - Amianto killer in Lombardia, ogni anno 400 casi di tumore


Redazione di Operai Contro, dopo l’assoluzione dei dirigenti Pirelli, di fronte ai dati dell’inchiesta pubblicati dalla Repubblica viene da pensare che i magistrati di Milano saranno costretti a fare gli […]

(Articolo della Repubblica)

pc 11 gennaio - Almaviva, a Palermo riprende la lotta

Serve ora costruire l’autorganizzazione di classe e di massa alternativa ai sindacati confederali

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
slaicobasta@gmail.com

È ripresa Palermo la protesta dei lavoratori di Almaviva. Si è svolto , davanti ai cancelli della sede di Almaviva Contact di via Marcellini, un presidio con i 60 addetti assorbiti da Exprivia e destinati al trasferimento a Rende (Cosenza) da mercoledì. Alla manifestazione, indetta per opporsi ai trasferimenti, che si tradurrebbero in licenziamenti in caso di mancata presentazione, ha partecipato un centinaio di lavoratori.

Oggi saranno davanti alla sede di Enel in presidio

Almaviva, la verità dei lavoratori

“Siamo avviliti e schifati per il modo in cui giornali e telegiornali stanno vendendo la nostra storia all’opinione pubblica. Quasi non crediamo sia possibile che l’unica versione servita al popolo italiano sia quella dell’azienda, del Governo o al massimo delle dirigenze sindacali. 1666 lavoratori vanno a casa dopo anni di lavoro e mesi

pc 11 gennaio - CONTRO IL PIANO MINNITI, per una NUOVA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER: NO ALLA RIAPERTURA DEI CIE, NO ALLE ESPULSIONI DI MASSA DEI MIGRANTI, SI AL DIRITTO D'ASILO PERMESSI DI SOGGIORNO E DOCUMENTI PER TUTTI

Proposta dello slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
slai cobasta @gmail.com

Il 2016 si è chiuso con il piano del Ministro degli Interni, Minniti e del capo della Polizia, Gabrielli, di riaprire in ogni regione italiana i famigerati Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e di programmare già, "a prescindere", espulsioni fino a 20 mila all’anno. Questo vuol dire, avviare una "caccia alle streghe", che colpirà migliaia e migliaia di migranti, uomini, donne, bambini.
Sono in corso Tavoli con le prefetture, le questure per "predisporre piani straordinari di controllo nei territori". Il previsto censimento capillare dei migranti diventerà sempre più una persecuzione di massa da parte della polizia, accompagnata da una sorta di invito agli italiani a segnalare "migranti irregolari", a farsi delatori, spie, cercando di alimentare ideologie razziste e fasciste nei territori.
Ora, peggio del precedente governo Renzi, abbiamo nell'attuale governo direttamente a presiedere il Ministero degli Interni l'uomo legato ai Servizi segreti, Minniti.
Ma chi viene considerato "irregolare"? Praticamente tutti. "Il cittadino straniero potrà continuare ad entrare in Italia se in grado di documentare il motivo e le condizioni del soggiorno, oltre alla disponibilità di mezzi sia per mantenersi durante il soggiorno sia per rientrare nel Paese di provenienza, tranne i casi di ingresso per motivi di lavoro. Non è ammesso in Italia chi non soddisfa questi requisiti, o è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale..." (Dal Quotidiano di Puglia). Questo è già oltre la linea del predecessore Alfano sulla separazione tra migranti provenienti da zone di guerra e migranti "economici" da rimpatriare.
Questo governo vuole poi rapidamente portare alle peggiori conseguenze le linee, già proposte dal governo Renzi, di accordi con i regimi reazionari, sanguinari (loro amici, alleati) dei paesi di provenienza dei migranti, per realizzare in ognuno di essi una condizione simili alla Turchia, in cui i migranti sono tenuti in "campi di concentramento", oggetto di repressione, violenze, stupri verso le donne, o ipersfruttati, soprattutto donne e bambini nelle fabbriche dei padroni turchi ed europei.
Tutto questo, poi, in termini di fondi, lo faranno pagare ai lavoratori e alle masse popolari.

Quest'anno 2017 si è aperto
già tragicamente con la morte di Sandrine Bakayoko, uccisa dalle condizioni di vita nei centri d'accoglienza, dall'intreccio perverso di cooperative che speculano e truffano sui migranti, e di Ministero, prefetture, comuni, questure che lo sanno benissimo ma non vogliono fare nulla perchè come ha detto una volta la viceprefetto di Taranto ai migranti: dovete essere tutti cacciati!

Ma la situazione a Cona è presente in tanti altri centri, dal nord al sud.
Anche Taranto in alcuni Centri, uno di questi gestiti da un parroco, lo stesso che gestisce l'Hotspot, e in un campo d'emergenza gestito dall'Ass. Salam, i migranti stanno al freddo, hanno cibo scarso e scadente, non hanno vestiti adatti per il freddo di questo periodo, a Talsano c'è sovraffolamento, dormono fino a 12 per stanza, non c'è assistenza sanitaria, se un migrante sta male deve lui recarsi in Ospedale e perfino comprarsi lui le medicine. Anche a Taranto in un centro di emergenza, i migranti che dovrebbero restare solo 48 ore stanno ormai da tre mesi, minori e adulti insieme. Anche a Taranto i migranti aspettano mesi e anni per essere chiamati dalla Commissione per la pratica del diritto d'asilo.
Da tempo i migranti a Taranto lottano per gli stessi obiettivi per cui si sono ribellati a Cona e in altre realtà in Italia - abbiamo ottenuto delle vittorie parziali, ma la lotta continua.
In questo nuovo anno, 2017, dobbiamo far cadere sui piedi del governo, dello Stato, questa pietra che hanno sollevato, rendendo sempre più estesa e forte la lotta dei migranti per i loro diritti, che è anche lotta nostra.
I migranti il 12 novembre hanno fatto una grande, bella, combattiva manifestazione nazionale, insieme a tante realtà solidali.
Ora a fronte di questa "terroristica" politica del Min. Minniti proponiamo una nuova manifestazione nazionale, per:
respingere, far fallire il piano dei Cie e delle espulsioni
rivendicare il diritto d'asilo per tutti i migranti
permessi di soggiorno e documenti

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
Migranti autorganizzati di Taranto
info 3475301704


TA. 5 gennaio 2017

martedì 10 gennaio 2017

pc 10 gennaio - E' DISPONIBILE IL DOSSIER SU: "LA CRISI MONDIALE DELLA SIDERURGIA" DEL GRUPPO DI LAVORO 21 FEBBRAIO 1848

Nelle settimane passate abbiamo pubblicato parti del Dossier "La crisi mondiale della siderurgia".
Si tratta di una questione di forte attualità sia nel mondo che in Italia (vedi la questione Ilva), su cui soprattutto gli operai devono avere dati di analisi autonomi e avere una lettura di classe.

La crisi non è neutra, non è qualcosa determinata da cause tutte esterne o contingenti, non prevedibili, ma è la "normale" conseguenza - come tutte le crisi - del modo di produzione capitalista, oggi nella sua fase imperialista.

Per questo, insieme alla lettura completa di questo Dossier, invitiamo gli operai a leggere i Quaderni di Formazione Operaia del primo ciclo su Marx e il Capitale e del secondo ciclo su Lenin e L'Imperialismo.
Tutti questo materiali si possono richiedere, e ricevere anche on line, scrivendo a pcro.red@gmail.com

Stiamo cercando, inoltre, di organizzare una giornata di formazione sulla "Crisi mondiale della siderurgia", con la presenza dei compagni del Gruppo di lavoro 21 febbraio 1848.

pc 10 gennaio - I MIGRANTI A TARANTO APRONO CON LA LOTTA IL NUOVO ANNO - PRESIDI ALLA PREFETTURA, AL COMUNE E CORTEO

I migranti di tre centri di (non)accoglienza di Taranto, con lo Slai cobas sc questa mattina, nonostante il freddo (e proprio per questo) hanno assediato la prefettura e fatto un prolungato confronto con la polizia schierata con gli scudi, riuscendo ad impedire che la polizia chiudesse il portone della Prefettura.

I migranti protestano contro le condizioni di invivibilità nei Centri che soprattutto in questi giorni di grande freddo sono senza riscaldamento, senza acqua calda, luce, nè forniscono vestiti adeguati al freddo; chi si ammala, poi, non viene per niente assistito.
I migranti non vogliono più stare nelle strutture che sono solo dei depositi, in cui stanno però ormai da 8/9 mesi.

Le Associazioni che gestiscono i centri tagliano su tutto, anche sul cibo: "Abbiamo gli scarti delle mense dei poveri" denunciano i migranti

Insieme a queste emergenza che attaccano la salute, i migranti denunciano le lungaggini della
commissione per il riconoscimento del diritto d'asilo, della questura e del comune per i permessi di soggiorno e i documenti di identità.
Di fronte alla negazione dell'incontro da parte del Prefetto (occupato in un Tavolo sull'emergenza neve nel tarantino - come se il freddo dei centri non fosse anch'esso un'emergenza), i migranti hanno fatto un corteo in centro città e sono arrivati al Comune, dove vi è stato un incontro con il Sindaco, che si è impegnato a risolvere subito almeno le urgenze.

Se così non fosse, venerdì i migranti torneranno!

Intanto si preparano assemblee all'interno dei Centri e forme di protesta nuove e clamorose. 







Dopo le proteste di dicembre, questa stufa è tutto quello che un'associazione ha concesso - mentre le stanze sono gelide

A fianco, tutto il mangiare dato ai migranti...
Insieme a cibo anche scaduto.

pc 10 gennaio - Leggi e sostieni il Forum Palestina

I documenti inseriti in questa settimana
( 2 Gennaio  -  7 Gennaio 2017 )

7 Gennaio 2017
   
-   2017:un anno in cui rievocare tre tristi anniversari palestinesi
di Richard Falk
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-   Abbas a Trump: "Non trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme. 
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6 Gennaio 2017
-   Netanyahu interrogato per ore per caso di corruzione
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5 Gennaio 2017
   
-   Lettera di Hilarion Capucci dal carcere - 29/06/1977
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-   Soldato israeliano condannato per l'uccisione di un palestinese. Esplodono le proteste
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-   Israele taglia gli aiuti destinati al Senegal per condanna Onu sulle colonie
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-   Le autorità israeliane prolungano lo stato di fermo di bambini paralizzati
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4 Gennaio 2017
   
-   Netanyahu nega tutto ma rischia incriminazione. La Knesset vota il bavaglio a Facebook
di Michele Giorgio
-   Esecuzioni extragiudiziarie nel mese di dicembre 2016
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3 Gennaio 2017

-   DCI: 35 bambini palestinesi uccisi da forze israeliane nel 2016
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-   Movimento BDS. 200 giuristi difendono il diritto al boicottaggio
di Ingrid Colanicchia
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2 Gennaio 2017
   
-   2016, anno record di minorenni uccisi da Israele
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-   La marina israeliana attacca i pescatori di Gaza

pc 10 gennaio - Il sindaco di Milano Sala autorizza una manifestazione fascista

Il sindaco di Milano - il sedicente democratico Giuseppe Sala - ha promesso di chiedere "alle autorità preposte di vigilare attentamente sull’annuncio della manifestazione di Forza Nuova prevista il 14 gennaio, per impedire che nella nostra città si verifichino episodi di illegalità e di apologia di fascismo".
Ciò è avvenuto soltanto dopo che l'Anpi provinciale aveva chiesto - si veda il comunicato stampa riprodotto qua sotto - il suo intervento per vietare la manifestazione di Forza Nuova prevista per domenica quattordici gennaio.
Meglio tardi che mai, come si suol dire; ma fa specie che il primo cittadino si sia accorto dell’inidizione di un corteo illegale – l’apologia di fascismo, in Italia, è ancora reato – soltanto perché l’associazione dei partigiani lo fa notare.

Non penso che l’adunata sia stata indetta in questi giorni: mi chiedo dove avesse la testa l’ex Commissario governativo di Expo 2015 per non aver reagito senza attende che qualcuno gli facesse notare questa vergogna.

pc 10 gennaio - Revisionismo xenofobo - una lettera di un compagno utile al dibattito


Revisionismo xenofobo
Cari compagni,
scusate il disturbo che reco con questo messaggio. Non me ne avrò naturalmente a male se non potrete rispondermi.
Da piccolo sognavo di arrivare a 18 anni per votare il Partito Comunista Italiano, che poi è stato sciolto, e quindi ho cominciato a votare il PRC da quando ne ho il diritto. Da adolescente tentai con un compagno anziano di aprire un circolo nella mia zona e da allora ho spesso portato la tessera del PRC in tasca, in maniera continuativa ormai da molti anni.
Non mi è sempre piaciuta al 100% la linea del partito (non ho per esempio condiviso le misure prese contro Ferrando e Turigliatto), ma non ho mai vacillato nel mio appoggio ad esso, convinto del bisogno di unità dei comunisti.
Il primo aprile dell'anno appena trascorso, ho letto però quest'articolo di Ugo Boghetta, membro del Comitato Politico Nazionale:
http://rifondazionebiella.it/node/2215
Di esso condividevo la sostanza, eccetto l'atteggiamento troppo tranchant verso il movimento No Global, fino ad "Anche sul tema immigrazione"... ma da lì in poi... No, non era, come pensai in un primo tempo, un pessimo pesce d'aprile. Quest'articolo ha meritato a Boghetta di entrare tra gli idoli della rete neofascista "rosso"-bruna, da Azione Culturale a Movimento Zero a L'intellettuale dissidente, che hanno dato grande eco a quell'articolo.
Si badi bene, è ovvio che un comunista, per definizione antimperialista e quindi nemico dello sfruttamento imposto al Terzo Mondo, punta alla rimozione delle cause delle migrazioni, ma non è forse guerra fra poveri o meglio, se scritto da un politico di professione, guerra contro i poveri, dire che le frontiere servono quando si parla di chi si sposta da dove i profitti del capitale transnazionale sono generati a dove sono travasati, lamentandosi del fatto che gli immigrati siano causa di "conflitti culturali, religiosi, comportamentali" e vadano a costituire un esercito di riserva, come Marx definiva i disoccupati anche oriundissimi (a differenza di ciò che fanno i "rosso"-bruni che nei membri di tale esercito industriale di riserva additano il nemico quando sono stranieri), dichiarando che la propria patria non è il mondo intero? Si noti che Boghetta stava parlando di immigrazione, mica di frontiere giustamente chiuse a trattati che avvantaggerebbero iniquamente paesi più sviluppati del nostro come il TTIP o di sovranismo monetario .
Non pago di essere entrato in cotanto Olimpo, egli continua a far sparate che lo ergono a superstar di immondezzai come questo:
https://www.facebook.com/177243485687414/photos/pb.177243485687414.-2207520000.1467406956./973141516097603/?type=3&theater
(in tale post si dice che migrare è un delitto se chi migra è colpevole delle bombe occidentali e della povertà causata anche da secoli di rapina colonialista; ora, i colpevoli di ciò non migrano affatto e se ne stanno qui in Europa occidentale e Nordamerica nelle loro tiepide case, o meglio ville, quindi il post di Boghetta o ha qualche problema di sintassi o parla di una categoria di migrazioni che non esistono, ma ovviamente l'italiano razzista medio interpreta la sintassi ambigua del post secondo il suo pensiero legaiolo).
Sul versante no-euro (che come ho detto personalmente condivido) Boghetta auspica, a differenza di Brancaccio, un'alleanza ampia interclassista con le "destre costituzionali":
http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3641:2016-05-23-07-34-02&catid=78:italia
Mi si perdoni la fonte, ma non è mia la colpa se Boghetta si circonda di personaggi come Pasquinelli (per chi non fosse a conoscenza delle posizioni, a dir poco di destra, di Pasquinelli credo che sia sufficiente questo a farsene un'idea: http://sollevazione.blogspot.it/2016/05/immigrazione-di-massa-e-suicidio.html ).
L'articolo tormentone della rete neofascista "Contro il sinistrismo" di Boghetta, in cui si esprimono posizioni che Lenin in "Capitalismo e immigrazione operaia" definiva reazionarie, ha ricevuto il plauso (come si nota sotto questo post: https://www.facebook.com/marcosferini/posts/10208943852944309 ) di non pochi dirigenti del PRC, come Simone Gimona (segretario provinciale PRC Bologna), Michele Gabriele de Luisi (coordinamento nazionale Giovani Comunisti), Luciano Canneva (collegio garanzia regionale ligure PRC), Nicolò Martinelli (responsabile organizzazione dei Giovani Comunisti), Riccardo Gandini (responsabile comunicazione provinciale di Parma dei Giovani Comunisti)...
Un dirigente regionale ligure del PRC, convinto di avere le idee di Boghetta dalla propria parte, riduce il gruppo FB di un circolo genovese del PRC ad una discarica di post come questi:
https://www.facebook.com/groups/280607759886/permalink/10154364674959887/
https://www.facebook.com/groups/280607759886/permalink/10154100687974887/
mentre l'amministratore del gruppo, segretario del circolo, nonché dirigente regionale, avvalla (coerentemente con la stima che ha per Fusaro: https://www.facebook.com/vittorio.toscano/posts/10209888359317060?pnref=story ) la pubblicazione di tutto ciò.
Il problema non è ovviamente confinato a Genova e Fabrizio "Pierreci" da Civitavecchia ne è un esempio lampante:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=297448743965301&set=a.163708414006002.1073741827.100011005334647&type=3&theater
Si noti tra i mi piace il nickname del de Luisi del PRC precedentemente citato e di Nicolò Monti del PCI dei Comunisti Italiani.
Neanche in tema di lotta contro la discriminazione degli omosessuali i nostri dirigenti si mostrano immuni dall'affinità ideologica con l'estrema destra, tant'è che Boghetta e Gimona, dal sito provinciale bolognese del PRC, arrivano persino a scagliarsi contro la fantomatica "lobby gay":
http://www.prcbologna.it/2016/06/13/viale-del-tramonto/
che si riferisce probabilmente all'ARCI Gay, ma sorge spontaneo chiedersi se neanche riferirsi ai crimini sionisti come opera di una fantomatica "lobby giudaica" costerebbe l'espulsione a chi raduna uno stuolo di ammiratori razzisti ed omofobi.
Tutto ciò mi fa sentire di appartenere ad un organismo che non ha le difese immunitare contro un ammasso crescente di cellule mutate e sto cominciando a guardare altrove. Non al ribattezzato PCI dei Comunisti Italiani, il cui segretario provinciale dell'Ogliastra Giovanni Enne, altro ammiratore di siti come Azione Culturale, sostiene, su chi fugge da dove i profitti del capitale imperialista vengono generati a dove affluiscono, le posizioni del PD contro i migranti economici, ponendosi però addirittura alla destra di esso nelle critiche al "buonismo" delle "anime belle" della giunta Pigliaru:
https://www.facebook.com/notes/giovanni-enne/immigrazione-spunti-per-una-riflessione/10152932969992155/
e arrivando al punto di considerare lucido e corretto un delirio da Nouvelle droite sull'"invasione" dei "negri" come questo:
https://www.facebook.com/giovanni.enne/posts/10208580752828883?pnref=story
Mentre l'apparentemente più pacato (non è questo forse "buonismo", ma nel senso di ipocrisia invece che di "eccesso" di solidarietà?) dirigente romano del PCI Nicolò Monti (candidato a Roma con la Sinistra per Fassina) disapprova addirittura i corridoi umanitari auspicando che li si aiuti (solo) a casa loro (ma se "è molto facile per i datori di lavoro offrire meno diritti e salari più bassi senza trovare resistenza" significa che l'Italia e l'Europa non sono socialiste e se non sono socialiste non vedo come possano decidere di avere tanta magnanimità di aiutarli davvero, e "stringere accordi commerciali" che non siano come gli attuali regional trade agreements):
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/25494-un-altro-punto-di-vista-sullimmigrazione.html
Che fare se persino in partiti come Rifondazione e Comunisti Italiani e liste legate a Sinistra Italiana e ad essi, fino a ieri creduti baluardi compatti contro il razzismo fomentato da chi ha interesse a mettere i penultimi contro gli ultimi, si manifestano tali tendenze, se votandoli si rischia di far eleggere personaggi complici tanto quanto Salvini und Kameraden della diffusione dell'ideologia su cui si fonda l'Olocausto mediterraneo di Frontex?
Trovo ciò terribile e ancor più terribile trovo che in questi partiti la base non insorga contro dirigenti che sposano posizioni xenofobe e, come Boghetta, arrivano ad organizzare conferenze in cui parla Fausto Biloslavo (con la sua associazione Indipendenza e Costituzione: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1153213061381926&set=a.630963033606934.1073741826.100000797283987&type=3&__mref=message_bubble ), che i dirigenti autenticamente antirazzisti non provvedano a farli espellere, che non si versino litri di inchiostro, anche digitale, per denunciare e criticare tali infiltrazioni ideologiche.
Nel vostro partito come ci si comporterebbe verso dirigenti che si esprimessero in questi termini?
Un saluto a pugno chiuso,
Davide

pc 10 gennaio - LETTERA DI NADIA LIOCE A UNA COMPAGNA DEL MFPR

Lettera di Nadia Lioce (che, da quanto scrive, nonostante tutto sta bene, reagisce e saluta tutte le compagne) una lettera proveniente dall'impenetrabile 41 bis!

Andiamo avanti con la campagna "pagine contro la tortura", con l'unità delle donne proletarie dentro e fuori i penitenziari. contro questa società, che è un intero penitenziario per le donne che resistono!
Un caldo augurio per un anno di riscossa anche da parte mia
Luigia - MFPR
(di seguito risposta di Nadia e in calce lettera del MFPR)




L’Aquila 26/12/ 16
Cara Luigia,
Mi avrai data per dispersa… ho ricevuto ad ottobre la tua lettera e scusa se non ti ho risposto subito, ma ho sempre da fare, sicché mi ero ripromessa di mandarvi un augurio a fine anno, e lo faccio.
A giugno, come le altre volte in passato, l’ho sentita la manifestazione in corso.
Un po’ meno però, ma perché contemporaneamente ho avuto il colloquio con l’avvocato, perciò non ero in cella.
Devo dire che, negli anni, e con il divieto per legge di comunicare che, volendo, si potrebbe concretizzare non solo in divieto di “parlare” - corroborato dalla minaccia sanzionatoria - ma pure di “ascoltare”, il momento dimostrativo fuori dal carcere crea un tale scompiglio nell’amministrazione penitenziaria da rendere la quotidianità socialmente asettica, ancor più surreale del solito.
Che dire… naturalmente l’opuscolo “Donne e Resistenza” è arrivato, ma non mi è stato consegnato, data la vigenza della notoria disposizione, avverso la quale di recente ho fatto un ennesimo reclamo, in ogni caso te ne ringrazio.
E per ora è tutto, saluto e auguro un anno nuovo migliore a te e alle altre compagne.
Buon 2017
Nadia
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La manifestazione al carcere Costarelle
L’Aquila 17/08/16
Cara Nadia
Mi chiamo Luigia, sono una delle compagne e compagni che hanno partecipato alla manifestazione del giugno scorso davanti alle Costarelle, di cui purtroppo so che non hai potuto sentire i suoni, ma spero tu l’abbia comunque apprezzata.
È passato un po’ di tempo, ma le ragioni di quella manifestazione e della campagna “Pagine contro la tortura” restano, così come la necessità della solidarietà proletaria con le compagne e i compagni prigionieri, di continuare a rompere comunque si possa quel mostruoso muro di silenzio che lo Stato borghese ci stringe attorno.
Solidarietà è ciò che noi compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario vorremmo ti arrivasse, con queste poche righe e con l’opuscolo su “donne e resistenza” che abbiamo pubblicato e che ti invierò separatamente.
Ti chiedo, se puoi, di farci sapere se lo hai ricevuto.
Un caldo abbraccio di rossa solidarietà