martedì 23 maggio 2017

pc 23 maggio - Iniziativa a Milano a sostegno della guerra popolare in india in occasione del 50th anniversario della rivolta di Naxalbari e contro il G7 di Taormina

info ufficiosa dai compagni di proletari comunisti Milano

All'iniziativa presenti proletari comunisti, Carc, Fronte palestina ed altre compagne e compagni rivoluzionari e progressisti

E' stato fatto un escursus storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi, e
della lotta avviata da Mazmundar contro il revisionismo e l'abbandono
della via della rivoluzione come unica via per l'emancipazione degli
oppressi.

E' stato sottolineato che nonostante la dura repressione di
allora la scintilla di Naxalbari vive nella guerra popolare guidata dal
partito maoista. E' stato messo in risalto come la gp in india sia un
faro e riferimento dei popoli del mondo contro le guerre imperialiste,
unica via che da risposte e soluzioni alle aspirazioni delle masse,

in una fase in cui i cosiddetti grandi si riuniscono e preparano nuove
guerre, interne e esterne, di rapina e oppressione. 

Quindi solidarizzare con la gp, le campagne per Saibaba, i prigionieri politici e
gli operai della Maruti, significa lottare contro il proprio imperialismo (sono
stati ricordati le "similitudini" tra la repressione in India e Italia e
non solo) e questo significa anche contrastare i loro piani come il G7
di Taormina o il ddl Minniti. 

E' stato sottolineato lo stato di povertà teorico/pratica delle realtà milanesi che non hanno detto, e non dicono, nulla sul G7, sinonimo di opportunismo e diserzione dalla guerra di
classe.


Dibattito, domande, hanno evidenziato alcuni aspetti: 
1) interesse per una realtà poco conosciuta,  e voglia di approfondire; 
2) il riconoscimento di un lodevole "lavoro" nel mettere al
centro la teoria e prassi maoista e del movimento comunista
internazionale;

3) la repressione e l'ascesa di governi moderno
fascisti, in India come in Italia, Usa, ecc, non sono un segnale di forza
ma di debolezza che devono ispirare ottimismo e fiducia; 

4) saper parlare a tutti, dagli intelletuali ai sinceri democratici, alle masse, per
contrastare la guerra di bassa intensità che cerca di creare
divisione-sfiducia nella prospettiva rivoluzionaria

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