martedì 17 novembre 2015

pc 17 novembre - Ci mancava l'ISIS... cos'altro devono fare a Roma di militarizzazione, Stato di polizia, ecc.?

Nell'ultimo numero di proletari comunisti scrivevamo...
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riprendendo da un comunicato del movimento per la casa

.La Roma del Giubileo che si prepara a ricevere milioni di pellegrini e a rimanere per un anno intero sotto i riflettori del mondo, è una metropoli agitata e nervosa, ribollente di problemi ed emergenze, scossa da guerre di potere.
Già da qualche mese, infatti, la capitale è stata commissariata de facto e messa in mano dei superprefetti. Un uomo forte al comando a cui il governo centrale ha affidato le redini del governo cittadino, allo scopo di ripulire le strade dalle sue contraddizioni più visibili, normalizzare la città, placare insofferenze e conflitti: un giro di vite già ampiamente esplicitato attraverso la restrizione del diritto a manifestare, gli sgomberi delle occupazioni, la precettazione dei lavoratori dei servizi fino alla definizione di provvedimenti disciplinari e di licenziamenti, la militarizzazione della città.
Un modello in cui lo strapotere degli apparati di polizia e magistratura diviene l’emblema di un governo dalla parte della classe dominante e dei poteri forti, che affronta le grandi questioni sociali essere affrontate sempre più esclusivamente in termini di ordine pubblico: l’esecuzione manu militari di sfratti e sgomberi; l'attacco ai diritti, anche quelli acquisiti; le periferie sempre più abbandonate a scapito di un centro – vetrina.

Ci troviamo di fronte a un Giubileo gestito come “occasione” al servizio di potenti interessi; un giubileo che corrisponderà per parte ad una campagna elettorale dove la contesa che avrà per oggetto la città di Roma costruendo di un blocco dell’ordine fondato sul razzismo da seminare nel popolo alimentando odio contro i migranti per raccogliere malumori e voti affermando una sicurezza da difendere ed affermare a mano armata. 

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