venerdì 3 gennaio 2014

pc 3 gennaio - FORTI MANIFESTAZIONI A CALCUTTA E NEW DELHI CONTRO LA POLIZIA

India - migliaia di donne, ragazze, ma anche tanti uomini in piazza dopo la morte della ragazza di 16 anni, stuprata e bruciata e morta il 31 dicembre, perchè aveva avuto il coraggio di denunciare gli stupri di un branco di uomini e di non ritirare la denuncia nonostante le forti minacce subite. 
Ma la rabbia sia dei familiari che della gente si è scagliata soprattutto contro la polizia, complice degli stupri e assassini che sempre più colpiscono le ragazze, anche le bambine in India - ogni 20 minuti una donna viene stuprata! Anche in questo caso la polizia è stata di fatto il mandante dell'uccisione della ragazza, fin dal primo momento ha coperto gli stupratori perchè, si dice, legati al partito del governo, il Trinamool Congress; la polizia non ha fatto nulla non solo dopo gli stupri ma anche dopo le minacce ricevute dalla famiglia della ragazza perchè lasciasse la città. Dopo il primo stupro la polizia ha trattenuto per un'intera notte la ragazza facendole pressione perchè ritirasse la denuncia, così la seconda volta che la ragazza è andata alla polizia per denunciare l'uleriore stupro, la polizia le ha semplicemente fatto firmare un foglio in una lingua a lei sconosciuta, e ancora un avolta non ha fatto nulla. "Se il governo avesse agito contro i criminali, la ragazza si sarebbe potuta salvare", ha dichiarato l'Associazione di tutte le donne democratiche dell'India. 
In realtà il governo dell'India ha solo, costretta dalle imponenti manifestazioni di un anno fa, fatto delle leggi per cercare di frenare le forti proteste che anche allora colpivano il governo e la polizia, ma rimane il primo responsabile, carnefice di questa strage di donne. Le stesse leggi vengono in realtà usate per aumentare la presenza/controllo della polizia, dei soldati, per la repressione in generale che si rivolge proprio contro le donne, i giovani, le masse che si ribellano e lottano
In India il governo al potere è uno dei più reazionari del mondo, al servizio della sete inarrestabile di profitto e di ricchezza dei propri grandi capitalisti e delle grandi multinazionali dei paesi imperialisti.
Tutto questo per la maggioranza del popolo indiano si traduce in pesanti condizioni di vita fatte di miseria, sfruttamento, oppressione, feroce repressione e in particolare verso le donne.
"Dovremmo sentirci più sicure in uno stato di polizia? - dice la giornalista indiana Kalpana Sharma - Considera che tra l'80 e il 90 per cento delle violenze sessuali denunciate sono attribuite ad un uomo noto alla vittima: parente, vicino di casa, amico di famiglia...". E sono proprio i poliziotti che alle donne che denunciano queste violenze rispondono, come è accaduto anche ora in India, o di stare zitte e addirittura accettare il matrimonio riparatore con lo stupratore, o attaccando le stesse donne perchè loro avrebbero provocato, uscendo la sera, o per come andavano vestite...".
Ma soprattutto le forze armate in India hanno nello stupro una delle più bestiali armi di guerra contro le masse popolari. Nelle vastissime zone dell'India fuori dalle mega città, e soprattutto nelle zone dove è in corso la guerra popolare, gli stupri, le uccisioni delle donne da parte delle forze militari sono una normalità, così come gli stupri che accompagnano sempre le torture quando le donne che fanno la guerra popolare vengono arrestate.
Moltissime donne, compagne hanno fatto, però, della violenza, degli stupri subiti la leva per ribellarsi. E oggi costituiscono una parte importante della guerra rivoluzionaria lottando contro il governo, lo Stato indiano.
Ed è questa guerra popolare rivoluzionaria che deve arrivare anche nelle grandi città ed essere la vera risposta a questa sporca guerra dello Stato indiano.

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