sabato 23 febbraio 2013

pc 24 febbraio - Dai campi profughi a Gerusalemme est, cresce sempre di più la resistenza dal basso del popolo palestinese. Iniziative di solidarietà a Torino, Milano, Catanzaro


Mobilitati dallo sciopero della fame dei detenuti politici, migliaia di palestinesi sono scesi in strada con manifestazioni e raduni. Il ruolo dei Comitati popolari.



sabato 23 febbraio 2013


Lampi di terza Intifada

di Michele Giorgio Gerusalemme, 23 febbraio 2013, Nena News -
A Gerusalemme, Ramallah, Hebron, Nabi Saleh e altre località.
Cresce nelle dimensioni e nei contenuti la protesta popolare palestinese contro l'occupazione, innescata dagli scioperi della fame osservati dai prigionieri politici nelle carceri israeliane. Manifestazioni e raduni che raccontano la rabbia e la frustrazione che covano sotto quella calma apparente che da tempo regna in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Allo stesso tempo sono anche il segnale più limpido del crescente protagonismo dei comitati popolari palestinesi.

Ieri sulla spianata delle moschee di Gerusalemme, al termine della preghiera islamica del venerdì, dozzine di giovani palestinesi hanno scandito slogan a sostegno dei detenuti politici. Ad un certo punto qualche giovane ha lanciato sassi contro la polizia che è intervenuta arrestando diversi manifestanti. A Hebron circa mille palestinesi e gruppetti di attivisti internazionali si sono riuniti in Bab Zawye, all'ingresso della zona H2 - controllata da Israele e dove 600 coloni vivono in mezzo a 25mila palestinesi - per chiedere la riapertura di Shuhada Street, la strada commerciale più importante della casbah, chiusa dalle autorità di occupazione nel 2000. Gli attivisti hanno marciato verso l'ingresso di Shuhada Street, dove però sono stati bloccati dall'esercito israeliano che ha lanciato candelotti di gas lacrimogeno e granate assordanti. Un giovane è stato portato in ospedale perché colpito ad una gamba da un proiettile. Una ventina di palestinesi sono rimasti feriti o intossicati dal gas lacrimogeno.

Ad Anata, tra Ramallah e Gerusalemme, un palestinese avrebbe forzato un posto di blocco della polizia, ferendo un agente, ed è poi riuscito a fuggire. Ci sono scontri a Nabi Saleh e vicino alla prigione di Ofer (Ramallah) dove centinaia di giovani hanno manifestato per il terzo giorno consecutivo a sostegno dei detenuti in sciopero della fame, in particolare di Samer Issawi, liberato con lo scambio di prigionieri della fine del 2011 in cambio del soldato Ghilad Shalit e condannato a 8 mesi di carcere per essersi recato in Cisgiordania violando le restrizioni ai suoi movimenti.

Considerando il periodo già trascorso in prigione, Issawi, che fa lo sciopero della fame da oltre 200 giorni, dovrebbe uscire il 6 marzo. Rischia però di dover scontare condanne ricevute in precedenza e di rimanere in carcere per molti anni ancora. Il detenuto perciò continua la sua protesta. L'altra notte Jafar Ezzedine e Ayman Sharawna, due dei quattro prigionieri in sciopero della fame, sono stati ricoverati in ospedale.

Intanto la Federazione di calcio palestinese ha detto che è «troppo presto» per organizzare una partita contro Israele come aveva proposto Sandro Rosell, presidente del Barcellona FC. «Questa idea provocherebbe un terremoto nella regione se venisse attuata, è troppo presto e la palla è nel campo israeliano», ha detto il presidente della Federazione, Jibril Rajoub. Nena News

pc 23 Febbraio-India: lo sciopero nazionale dei sindacati colpisce le banche, le proteste a Noida diventano violente

libera traduzione dal The Hindustan Times




Noida, 20 Febbraio 2013.
Manifestanti danno fuoco ad un camion durante lo sciopero di due giorni dei sindacati a Nodia.
Un leader del sindacato è stato ucciso a Haryana e succursali di fabbriche nel sobborgo Noida di Delhi sono state danneggiate in casi di violenza giovedì all’inizio dello sciopero nazionale di due giorni indetto dai sindacati ha evocato una variegata risposta con servizi bancari paralizzati e trasporti pubblici interrotti.
Kerala, Tripura e Bihar  sono stati tra gli stati colpiti maggiormente dove la vita normale è stata interrotta mentre diversi incidenti di violenza sono stati riportati in Odisha e Karnataka. Marce di protesta sono state organizzate in molte città. Voli e treni non sono stati colpiti dallo sciopero convocato dalle 11 organizzazioni sindacali contro le politiche economiche e considerati anti-lavoratori dell’ UPA.
Reports dalle capitali di stato hanno detto che servizi finanziari sono stati colpiti e i bus dei pendolari hanno avuto difficoltà.
Nell’area di Nodia Phase 2, i lavoratori si sono scontrati con i padroni di fabbrica in un calzaturificio e hanno dato fuoco a veicoli spingendo le autorità a dispiegare PAC nell’area. I lavoratori si sono infuriati e hanno danneggiato proprietà industriali, ha detto la polizia.
Dal settore 82  fino al punto d’ingresso Grande Noida , dove c’è la fascia industriale, i lavoratori hanno dato fuoco ad una macchina, bus e ad un’autopompa, ha detto la polizia.
“ La gente è piombata dentro, ha saccheggiato tutto quello a vista e anche strappato i nostri registri,” un industriale ha detto mentre un altro ha detto che ogni singolo edificio nel calzaturificio ha avuto le finestre rotte e alcuni veicoli sono stati bruciati.
La vita è stata parzialmente colpita nel West-Bengal governato dal Trinamool Congress con negozi, mercati ed attività di commercio chiusi in alcune parti di Calcutta mentre gli autobus e i tram statali hanno funzionato in gran numero.
Il primo ministro Mamata Banerjee, che è contro lo sciopero e aveva avvertito gli impiegati governativi di rimanere presenti, ha reclamato che la presenza al segretariato di stato, Writers’ Buildings, è stata del 100 per cento.
Nella capital nazionale, I pendolari hanno avuto difficoltà dato che una parte di auto-risciò e taxi sono rimasti fermi in sostegno dello sciopero i servizi bus sono stati partialmente colpiti dati che diversi sindacati dei bus, incluso una sezione  degli impiegati della Corporazione di Trasporto di Delhi, hanno anche esteso il sostegno.
Lo sciopero convocato nel centro finanziario del paese Mumbai ha visto quasi il cento per cento di adesione degli impiegati di banca e assicurazioni lasciando le loro operazione totalmente paralizzate.
In Punjab, un capo sindacale del commercio, che stava occupando insieme ad un gruppo di lavoratori vicino il deposito di bus di Ambala come parte dello sciopero nazionale di due giorni, è morto dopo essere stato colpito da un bus che stava cercando di fermare, ha detto un ufficiale della circolazione.

“L’incidente ha avuto luogo intorno alle 4 am questa mattina quando Narender Singh, un autista di bus di professione, ha provato a fermare il veicolo che stava per lasciare il deposito di Ambala nonostante lo sciopero”, il presidente di distretto del sindacato delle strade di Harayana Inder Singh Bhadana ha detto ai giornalisti di Ambala.
 Bhadana ha sostenuto che l’amministrazione di distretto ha provato a far uscire il bus con la forza, che ha colpito Singh, che era anche il tesoriere del sindacato AITUC, uccidendolo sul colpo.
Dopo l’incidente, gli altri lavoratori hanno ricorso alla violenza danneggiando veicoli appartenenti al commissariato di polizia di Ambala e allo SHO della stazione di polizia dell’area di Baldev, ha detto la polizia.
Inoltre, Bhadana ha richiesto che sia aperta un’inchiesta contro il direttore generale delle strade, in mancanza del quale il corpo non può essere cremato.
In vista della situazione tesa, forze di polizia pesante erano state dispiegate al deposito dei bus e nelle aree circostanti.
Precedentemente, inoltre, il segretario generale dell’Aituc Gurudas Dasgupta ha detto che la vittima era stata colpita probabilmente a morte da alcuni crumiri.
Molte banche sono state chiuse e il trasporto pubblico interrotto ma la capital, Nuova Delhi, e il centro finanziario, Mumbai, sono stati principalmente non colpiti e i mercati erano aperti.
“Vogliamo che il governo prenda nota di questo,” ha detto said Akhtar Hussain, vice presidente del Bharatiya Mazdoor Sangh, o Sindacato dei Lavoratori Indiani.
 “Pensano che possono chiudere un occhio alle nostre richieste, ma devono sapere che quando è troppo è troppo. Abbiamo bisogno che le nostre richieste siano accolte. Il governo deve essere più serio.”
A Nuova Delhi e Mumbai, I servizi  bus e metro hanno funzionato senza interruzione. Alcuni taxi erano fermi ma uffici e scuole erano aperte.
Altrove, invece, il trasporto pubblico non era attivo, le banche erano chiuse e molti negozi e uffici hanno tenuto le loro saracinesche abbassate.
La Camera di Commercio e Industria Associata ha detto Martedì che lo sciopero di due giorni era previsto che causasse una perdita stimata in 150-200 billioni di rupie (2,8-3,8 billioni di dollari). Colpendo settori come quello bancario, assicurativo e dei trasporti.

Trattative fallite.

I sindacali centrali hanno indetto due giorni di grande sciopero dato che I loro colloqui con il governo hanno fallito a raggiungere una conclusione.
A parte I sindacati alleati con la sinistra, l’INTUC pro Congresso e il BMS pro BJP hanno anche partecipato allo sciopero.
I sindacati hanno portato Avanti una carta di 10 richieste come passi urgenti sul controllo della crescita dei prezzi, stretto rafforzamento delle leggi del lavoro in tutti I posti di lavoro, rete di sicurezza sociale per I lavoratori nei settori disorganizzati, fine del disinvestimento nel PSU e innalzamento del salario minimo a 10.000 rupie al mese.
11 sindacati centrali avevano bloccato Lunedì il loro annuncio per lo sciopero nazionale da Giovedì dopo le trattative con I ministry, AK Antony, Sharad Pawar e il ministro del lavoro Mallikarjun Kharge, convocati su istanza del primo ministro Manmohan Singh, erano fallite.
Attenzione particolare era concentrate sul copioso sussidio di cibo dato dal governo per assicurare la disponibilità di cibo farinaceo ai poveri per mezzo del sistema PDS.
I rappresentanti erano anche inforrmati circa le iniziative del governo nell’introduzione di emendamenti a varie leggi del lavoro.
I ministri hanno detto che la Politica di Impiego Nazionale sarà annunciate a breve per incoraggiare più impiego per le donne e promuovere lo sviluppo di capacità.
“Tutte queste richieste erano state concordate dall’assemblea dei lavoratori, che è un corpo tripartito, con la rappresentanza governativa. Ma le richieste non sono state implementate”  Bharatiya Mazdoor Sangh (BMS) segretario generale Baijnath Rai ha detto a IANS.
Lo sciopero è stato convocato unitariamente da BMS, Indian Trade Union Congress (INTUC), All India Trade Union Congress (AITUC), Hind Mazdoor Sabha (HMS), Centre of Indian Trade Unions (CITU), All India United Trade Union Centre (AIUTUC) e alter organizzazioni centrali simili.
 Le principali organizzazioni del commercio hanno tenuto incontri separate martedì a fronte dei due giorni di sciopero generale indetti da loro da giovedì chiedendo l’accoglimento delle dieci richieste.
Gli incontri sono ststi sostanzialmente un “banco di prova” in vista dell’indizione dello sciopero, ha detto il segretario generale del CITU Tapan Sen
Ha detto che al governo è stato dato abbastanza tempo per accogliere le richieste ma ha fallito ad accoglierle danneggiando la classe lavoratrice.
Gli impiegati della banca PSU scioperano.
Le normali operazioni bancarie sono state colpite dato che gli impiegati del settore pubblico bancario sono entrati in sciopero per due giorni in risposta alla chiamata indetta dai sindacati centrali per fare pressione sull’aumento salariale in risposta all’inflazione galoppante.
L’indizione dello sciopero nazionale è stata data dall’ United Forum of Bank Unions (UFBU), consistente in nove organizzazioni a livello nazionale. Tra cui AIBEA, NCBE, BEFI, INBEF, NOBW e AIBOC.
Apprendendo l’interruzione delle loro normali operazioni bancarie, molte banche avevano giò informato I loro clienti circa il possibile sciopero.
Infatti fonti hanno detto che le banche hanno preso misure per assicurare che il pubblico non avesse problemi almeno sul fronte dei contanti durante il periodo di sciopero.
Le banche hanno alimentato ulteriori contanti nei distributori per soddisfare i bisogni di contanti dei loro clienti.
I sindacati delle banche  stano facendo pressione per una revision dello stipendio degli impiegati, che dicono essere bloccato da Novembre 2012. Si stanno anche opponendo alle riforme del settore bancario e ai piani di fusioni di banche.
Ci sono 26 banche del settore pubblico con una forza lavorativa di circa un milione.
Anche nel Dicembre 2012, Quattro sindacati delle banche andarono in sciopero opponendosi agli emendamenti portati Avanti dal Banking Regulation Act and Banking Companies Act, consentendo il capitale azionario straniero nelle banche del settore pubblico.

pc 23 febbraio - Sui grillini in Sicilia abbiamo messo una Crocetta sopra...


Tanti di quelli che si aspettavano il terremoto dopo le elezioni regionali in Sicilia con l'ingresso di 15 deputati (su 90) del partito di Grillo accanto a Crocetta presidente sono rimasti piuttosto delusi, che lo dicano apertamente oppure no.
Il perché è semplice: i grillini si sono comportati esattamente come i vecchi partiti, cominciando subito a contrattare sulle poltrone.

Ma meglio di chiunque altro come sono i grillini lo dice proprio Crocetta. Ricordiamo, come riprende il Venerdì di Repubblica di questa settimana che “... Crocetta, partito con una maggioranza-minoranza (39 consiglieri su 90), ora sta a 46, con tanti transfughi del centrodestra.” Cioè accanto al peggio del vecchiume politico-mafioso allenato al cambiocasacca... Accanto ai quali seggono tranquillamente i grillini. “Non gliel'ho chiesto io” dice Crocetta mentendo.

In una intervista al Fatto Quotidiano dice “Io [i grillini] li ho sempre considerati politici – spiega il governatore – nel mio modo di vedere le cose li considero persino alleati...” e infatti “Durante l’insediamento all’Ars, il Movimento Cinque Stelle è riuscito a conquistare una vicepresidenza del parlamento siciliano e la presidenza della commissione Ambiente, grazie anche ai voti dei deputati vicini a Crocetta.” Un governo, ricordiamolo, sostenuto dal Pd che aveva governato insieme all'indagato per mafia, Lombardo, e dall'Udc di Casini l'ex partito del presidente in galera, per mafia, Cuffaro!

Anche quelli di Grillo hanno votato alcune cose con me – continua a vantarsi Crocetta- come il bilancio di previsione.(!)” Come si sa il bilancio di previsione è proprio il cuore, il quadro generale entro cui verrà attuata la politica nella Regione.

E Crocetta continua: “Devo lasciare anche questi agli altri?” Vuol dire Crocetta che è in grado di prendere e lasciare (o meglio comprare e vendere?) tutti quelli che vuole?

Ma vediamo com'è questo bilancio. Sentiamo l'economista borghese Carlo Alberto Tregua direttore del Quotidiano di Sicilia che ha letto “il corposo documento di 64 pagine”. Dopo aver osservato “i minori trasferimenti da parte dello Stato per circa 900 milioni” e criticato la “revisione della spesa sanitaria” (da sempre paradiso della spesa clientelare) che non apporta nessuna novità il giornalista dice: “La questione, che rende perplessa la valutazione del Documento, riguarda la base della proiezione e cioè l'anno 2011 anziché l'anno 2012 … Non si è mai visto che un bilancio dell'anno successivo tenga conto dei dati di due anni prima, piuttosto che di quelli dell'anno precedente.”

E ancora: “Il riferimento al Dl 78/2010 [soldi che spettano ai Comuni...] è del tutto superato da ben due leggi non citate nello stesso Dpef.”

E infine: “La questione del debito della Regione, che ammonterebbe a 5,3 miliardi, è lacunosa perché finge di non conoscere l'ammontare complessivo della Sicilia nei confronti di terzi per tante altre voci... vanno aggiunti quelli di Comuni (6,5), Province (1), Iacp, Consorzi Asi, Consorzi bonifica (circa 1 mld) e Asp (2,5) per complessivi 18 miliardi circa:

E questo è solo un assaggio dei primi mesi! Quanto sono innovativi i grillini!

Nascondendo queste cifre Crocetta e i suoi grillini (i bastoni della sua vecchiaia?) provano a nascondere ai siciliani che per ripagare questi debiti saranno necessari altri tagli e soprattutto altre tasse!

Non a caso il titolo di questo articolo del Fatto è: “Sicilia, Crocetta promuove i ‘grillini’: “Il mio è un governo a sette stelle”!!!

pc 23 febbraio - QUESTE SONO LE GRILLINE CHE ANDRANNO IN PARLAMENTO?

Se questi sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle che, votati, andranno in parlamento... Dio ce ne scampi e liberi, o meglio, chi pensa di votarli ci pensasse dieci volte...

La capolista marchigiana del M5S, Serenella Fucksia ha spiegato che ne pensa della legge 194 sull'aborto:
"Una sconfitta non una vittoria per le donne", "L'aborto non è un anticoncezionale, talora una certa superficialità porta invece a considerarlo tale".
Ma queste non sono le stesse affermazioni che sentiamo da esponenti del PdL, da Casini, ecc.?
Quindi avremo in parlamento grillini che daranno man forte a cancellare la legge 194! Ne abbiamo già tanti parlamentari, uomini e anche donne, contro l'aborto, non abbiamo bisogno di aumentarli!
Chi, anche tra le compagne, femministe, pensa di votare Grillo, ci ripensasse.

Ma anche sugli immigrati, questa capolista delle Marche non si risparmia niente...
"l'estate scorsa, quando il Comune aveva pubblicato un bando per l'assunzione di un portavoce, la candidata grillina, aveva partecipato così al dibattito in corso: "Spero che al nostro Sindaco non venga in mente di aggiungere un portavoce per gli stranieri... Se uno vuole stare a Fabriano prima deve imparare l'italiano (abbono il fabrianese) e deve lavorare... non far finta di volerlo fare. Altriumenti a casetta propria per direttissima insieme a tutto il parentado. Il bilancio della città se ne avvantaggerà immediatamente e contrariamente a quello che si può pensare saranno fatti salvi pure i buoni principi. Spero di essere stata chiara".

CHIARISSMA! Sembra di sentire Casa Pound. D'altra parte Grillo ha aperto loro le porte, perchè tanto non c'è differenza! Neanche con le posizioni razziste espresse dallo stesso Grillo.

A chi si illude e guarda al fenomeno di massa (che chiaramente si carica della protesta contro gli attuali politici), diciamo che però non si può rimanere alla superficie, tant'è che questi grillini appena dalla protesta passano alla proposta, sono uguali e anche peggio degli altri partiti parlamentari.
E le donne, che comunque non compaiono in nessuno dei punti del programma del M5S, rischiano di vedere unito alla beffa (e questa in parte ci sta, visti i precedenti di Grillo) il danno.

pc 23 febbraio - la stampa francese dà spazio al boicottaggio elettorale di Proletari Comunisti - PCm Italia a Palermo

Sicile : Les communistes appellent au boycott des élections

Palermo, Italie ♦ 21 février 2013
 
  La formation politique communiste "Proletari Comunisti" s'est mobilisée dans les rues de Palerme le 21 février 2013. Les manifestants ont appelé au boycott des élections des 24 et 25 février prochains.
Les participants ont également protesté contre la crise et la rigueur budgétaire.
Lors des dernières élections, le vote sicilien s'était caractérisé par une abstention record.
 
 









 

pc 23 febbraio - GLI OPERAI CHE VOTANO GRILLO, SBAGLIANO

Stampa e Tv alimentano il fenomeno Grillo... quindi anche all'Ilva, secondo questi, si vota Grillo... Sarà vero... ma è sbagliato


Grillo spopola dagli schermi televisivi e dai giornali, dicendo di non andare in Tv e cacciando i giornalisti;
sperimentata tecnica mediatica... già vera e avveratasi in altri campi.

Anche a Taranto, dove quando è venuto però non c'era gran che di gente,si voterà molto Grillo.. e si voterà anche all'Ilva.
Gli operai non ne possono più dei partiti di Bersani, Monti, Berlusconi e dei loro esponenti locali.
Vendola e il suo equilibrismo: metà con padron Riva, metà con gli operai, non fa sfracelli; circa la Duranti, sua candidata, qualcuno può dire che ha mai fatto qualcosa per gli operai e proletari della città, se non farsi propaganda ad ogni tornata elettorale, cercare insistemente di candidarsi, di avere un a poltrona in  provincia, comune ecc.?
Su 'Rivoluzione civile' stendiamo purtroppo un velo pietoso, i partiti che compongono questa lista, non sono mai presenti a una lotta vera in città.
La rabbia e la protesta contro la casta politica al potere è grande, la rabbia contro corruzione e costi della politica enorme, quindi... votiamo Grillo.

Ma gli operai e i proletari che votano Grillo si sbagliano.
Grillo non ha mai fatto nulla per gli operai e non è nuovo alla politica, è in campo ormai da diversi anni, anche nel suo confuso programma sul lavoro e sui diritti degli operai non dice praticamente nulla;
la sua scesa in campo in politica è 'guidata' da un certo Casaleggio, che è un padrone, e certo è stato sempre e unicamente nel campo dei padroni, la gestione della rete, checchè se ne dica è oscura, puoi dire tutto tanto non conti niente... conta solo Grillo.
I suoi candidati nessuno li conosce se non lui e non c'è ne uno che abbia fatto qualcosa di utile nella vita;
molti di essi saranno anche incensurati, ma che cosa vogliano fare nessuno lo sa..., ma tanto non  contano nulla..., quando sono dentro le istituzioni non si sentono o, peggio, passano ad altre sponde politiche. A Taranto quando hanno presentato la loro lista, non c'erano neanche.
Tutto ciò, operai e proletari, è il peggio della politica non il meglio, è il degrado della politica non l'alternativa alla politica dei padroni e e dei partiti parlamentari.
La corruzione politica e i costi della politica nascono e sono perchè siamo in uno stato capitalistico e sempre la politica produce comitati d'affari al servizio dei padroni, poi i politici di loro rubano anche di più e se ne approfittano.
Un politico onesto al servizio del capitale è dannoso non meno di un politico disonesto.
Monti va in chiesa, Berlusconi a puttane, ma per gli operai i risultati del loro agire sono uguali.

Grillo usa le masse per affermarsi  - come Cito e con lo stile di Cito - lui è un comico, quell'altro era un fascista paradelinquente, ma tutto ciò non ha nulla a che fare con il potere del popolo.

Gli operai non hanno un partito forte, un partito comunista vero, che li rappresenta, che ne organizzi la lotta e il programma, che gli dia una strategia e una tattica per rovesciare realmente il tavolo e prendere il potere nelle mani e il destino nelle mani.
Bisogna costruirlo in prima persona, autorganizzandosi e organizzandosi, giudicando le persone per quello che fanno e non per quello che dicono di essere.
Bisogna rovesciare il capitalismo per avere lavoro salute, diritti, potere, futuro.
Ogni altra strada è un'illusione, una tragica illusione che fa il gioco del padrone.
Per rovesciare il capitalismo ci vuole la rivoluzione proletaria (non "civile"), e non internet

Votare i Grillo è il contrario della rivoluzione e la delega al massimo stadio e non la partecipazione.

Per questo diciamo agli operai e ai proletari che votare Grillo è sbagliato!
E non ci vorrà molto per comprenderlo... ma intanto perdiamo un altro pezzo del nostro tempo...

Proletari comunisti

pc 23 febbraio - ALTRE ARMI, QUESTA VOLTA DEL VATICANO

LE PAROLE E I FATTI, FINO ALL'ULTIMO, DI RATZINGER

Presa di posizione della Campagna “banche armate”
di Nigrizia


«Ci ha stupito e ci rammarica la decisione di affidare la nuova presidenza dello Ior all’avvocato Ernst von Freyberg (nella foto a destra, ndr) , presidente della Voss Schiffswerft und Maschinenfabrik una società di Amburgo attiva nella cantieristica navale civile e militare». Lo affermano p. Efrem Tresoldi (direttore di Nigrizia), p. Mario Menin (direttore di Missione Oggi) e p. Alex Zanotelli (direttore di Mosaico di pace), le tre riviste promotrici della Campagna di pressione alle “banche armate” (www.banchearmate.it) che dal 2000 svolge un attento monitoraggio delle operazioni di finanziamento e di sostegno al commercio di armamenti da parte degli istituti di credito.


«La scelta di nominare al vertice dell’Istituto per le opere di religione (Ior) il presidente di un’azienda produttrice di navi anche militari, ci appare lontana da quanto affermato da Benedetto XVI nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della pace (1 gennaio 2006) in cui evidenziava “con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo”» – notano i direttori delle tre riviste.
«La nomina, dopo diversi mesi, del nuovo presidente dello Ior in un momento come questo nel quale papa Benedetto XVI ha pubblicamente annunciato la sua rinuncia al ministero papale, ci appare come una pesante ipoteca per il suo successore: anche la conferma, in questo delicato momento, dell’incarico agli altri quattro membri del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior, ci appare inopportuna per favorire quel rinnovamento dell’Istituto per le opere di religione tanto auspicato da ampi settori del mondo cattolico e non solo».
«Ci auguriamo – prosegue la nota – che la Santa Sede decida di interrompere ogni legame con la Deutsche Bank Italia, l’istituto bancario che fino al recente blocco da parte della Banca d'Italia ha gestito il sistema bancomat all'interno del Vaticano. La Deutsche Bank, infatti, è l'istituto di credito che più di ogni altro ha offerto servizi alle industrie militari italiane per esportazioni di armamenti incassandone cospicui compensi di intermediazione: solo nell’ultimo quinquennio queste operazioni ammontano ad oltre 3 miliardi di euro che fanno di Deutsche Bank la banca più armata d’Italia. E va segnalato che, a differenza di tutte le banche italiane e di gran parte di quelle estere operative nel settore militare, Deutsche Bank non ha mai definito una direttiva rigorosa e trasparente riguardo ai servizi finanziari che offre alle industrie militari e alle esportazioni di armamenti».

pc 23 febbraio - dal ricordo a Roma di Valerio e Carla Verbano alla manifestazione per DAX a Milano

Valerio Verbano, il corteo raccoglie il testimone di Carla A 33 anni dalla morte del giovane assassinato dai fascisti -  il primo corteo senza la madre Carla.

  • Casa Verbano: "La memoria non si chiude con un sigillo" Casa Verbano: "La memoria non si chiude con un sigillo"
  • Giovani, famiglie, ragazzi dei collettivi e dei centri sociali, esponenti politici e comuni cittadini si sono dati appuntamento, come ogni anno, in via Monte Bianco sotto la casa della famiglia Verbano che il 22 febbraio del 1980 fu lo scenario dell'efferato omicidio di Valerio, studente 19enne e militante di Autonomia Operaia assassinato da un commando fascista.Tra bandiere rosse, slogan e musica il corteo si è snodato per le vie del IV Municipio nel ricordo di Valerio, ma anche della mamma Carla,scomparsa lo scorso giugno: tanti i ragazzi presenti a testimoniare davvero che "Un'idea non muore". Valerio è infatti il simbolo di una generazione che ha lottato per cambiare la Città ed il Paese, un impegno che il giovane ha pagato con la vita e con una giustizia ed una verità a tutt'oggi negate.


pc 23 gennaio - la Marina Italiana dagli emiri per piazzare navi ed armi italiane


)
Produttori, manager, ammiragli e uomini di governo, tutti insieme spassionatamente, per vendere sistemi d’armi e navi da guerra ad emiri e sceicchi arabi. Ad IDEX 2013 (la fiera internazionale degli armamenti tenutasi ad Abu Dhabi dal 17 al 21 febbraio), il complesso politico-militare-industriale nazionale si è ritrovato più che mai solidale.



A rappresentare il ministero della difesa alla kermesse internazionale negli Emirati Arabi sono stati il sottosegretario Filippo Milone e il Capo di Stato maggiore della Marina militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. “Siamo venuti negli Emirati Arabi Uniti per promuovere la cooperazione per lo sviluppo di tecnologie per gli armamenti navali e l’intensificazione delle funzioni di sorveglianza e difesa della sicurezza marittima”, hanno dichiarato ai giornalisti presenti.

Ad Abu Dhabi la chiacchieratissima Finmeccanica ha messo in bella mostra un vasto assortimento di aerei d’addestramento, caccia-intercettori, elicotteri leggeri e pesanti, sistemi d’intelligence e siluri prodotti dalle controllate AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex Es, Oto Melara e Wass. Allo scopo dichiarato di “sostenere l’industria nazionale”, la Marina militare ha ordinato la sosta a IDEX 2013 del pattugliatore d’altura Cigala Fulgosi, già impegnato nel Mediterraneo centrale e in Medio oriente nell’addestramento delle marine di numerosi paesi arabi e nella “sorveglianza” anti-pirateria in Corno d’Africa. Varata nell’ottobre 2000 da Fincantieri a Riva Trigoso (Genova), l’unità è stata visitata dai membri della famiglia dell’emiro di Abu Dhabi. “Le capacità operative del Cigala Fulgosilo rendono particolarmente idoneo ad assolvere diverse tipologie di missione e il posto d’ormeggio, centrale e visibile rispetto alla mostra, ha offerto grande visibilità alla nave, alla cantieristica e all’industria di difesa nazionale”, spiega il ministero della difesa. Ad armare l’unità, i sistemi di puntamento e mitragliere Oto Breda-Oerlikon e un elicottero AB-212 di Agusta Westland.

Gli Emirati Arabi sono da tempo l’Eldorado degli storici cantieri navali liguri. Nel 2009 i manager di Fincantieri hanno firmato un accordo multimilionario per la realizzazione di una corvetta classe “Abu Dhabi” (derivata dalle unità classe “Comandanti” in dotazione alla marina italiana), di due pattugliatori costieri classe “Falaj 2” in Italia e di altri quattro negli Emirati da parte di una joint venture industriale, denominata Etihad Ship Building, tra Fincantieri, Melara Middle East e i cantieri di Al Fattan Ship Industries.

Il pattugliatore “Abu Dhabi” è stato consegnato alla marina emiratina nel febbraio 2011 a Muggiano (La Spezia) alla presenza del comandante del Dipartimento marittimo militare dell’Alto Tirreno, ammiraglio Franco Paoli. Sempre a Muggiano (presente il comandante del Dipartimento di La Spezia, ammiraglio Andrea Campregher) è stato varato l’anno dopo il “Ganthoot”, il primo dei pattugliatori costieri del programma “Falaj 2”. Derivata dalle unità “Saettia” in dotazione alla Guardia costiera, l’imbarcazione a bassa segnatura radar stealth è lunga 55,7 metri, larga 8,8, può superare i 20 nodi di velocità ed ospitare un equipaggio di 28 persone. Il secondo pattugliatore (“Qarnen”) è stato consegnato da Fincantieri nel giugno 2012 alla presenza del capitano Paolo Pezzutti, Capo dell’ufficio allestimento e collaudo nuove navi (MARINALLES) di La Spezia. “L’ente ha svolto un’importante attività di supporto nell’allestimento delle unità come è stato per le altre Marine straniere (Iraq, Kenya, India, Finlandia) impegnate in programmi di costruzione con la cantieristica nazionale”, ha spiegato MARINALLES.

Di produzione italiana gli armamenti imbarcati nelle unità finite agli emiri: si tratta dei cannoni 76/62 “Super Rapido” della Oto Melara, dei sistemi di comando e controllo “IPN-S”, di guida del tiro “NA 30S”, dei radar 3D “Kronos” e secondari “SIR-M”, tutti di Selex Es. Nell’ambito della commessa, Selex Communications fornisce un sistema per le comunicazioni dati e voce in banda HF e V/UHF, mentre Elettronica SpA (anch’essa del gruppo Finmeccanica) cura la realizzazione dei sistemi di guerra elettronica. Quest’ultima azienda opera da oltre vent’anni negli Emirati Arabi attraverso una joint venture con la Baynunah Aviation Technology. Selex, invece, ha realizzato il sistema di gestione del combattimento per sei corvette lanciamissili della classe “Baynunah” acquistate dalla Marina emiratina.

Grazie al pressing del governo e delle forze armate, le aziende italiane sperano di potere ottenere presto altre commesse da parte degli Emirati. A fine dicembre 2012, il capo della componente navale Ibrahim S.M. Al Musharakh è stato invitato a bordo della nave da sbarco anfibio “San Marco” in sosta nel porto di Dubai per attenzionare in particolare le sofisticate tecnologie e i sistemi di guerra ospitati. “Siamo felici di poter essere con voi per sottolineare ancora una volta il nostro impegno nella cooperazione e nel supporto alla missione antipirateria della NATO Ocean Shield”, ha commentato il contrammiraglio arabo.

Proprio in vista di IDEX 2013, il Centro di sicurezza del Comando delle forze di contromisure mine (Comfordrag) di La Spezia ha organizzato alcune attività di supporto ai militari imbarcati nelle unità navali consegnate all’emiro. “Il programma è un’occasione per sviluppare i rapporti tra gli Emirati Arabi Uniti e la cantieristica italiana con un sempre maggior coinvolgimento della nostra Marina, nel ruolo di tutor durante le fasi di allestimento e di preparazione degli equipaggi”, spiegano al Comando di La Spezia. Addestratori e tutor di riconosciuta esperienza i nostri ufficiali di Marina, ma con una sempre maggiore vocazione a fare da piazzisti d’armi in mezzo mondo. 

pc 23 febbraio - i Carc - nPCI galoppini elettorali di Grillo, nuovo giullare della borghesia

Carc-nPCI: Elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio:
"VOTIAMO E CHIAMIAMO A VOTARE MOVIMENTO 5 STELLE
L’unico “voto utile” è quello che serve a sviluppare la mobilitazione e la ribellione, l’organizzazione e il coordinamento, il protagonismo popolare"

Grillo non sviluppa il protagonismo popolare, ma lo usa e lo mette al servizio della demagogia nè destra nè sinistra, ne fascisti nè comunisti che è sempre reazionaria

Carc -nPCI: "serve a costruire la nuova governabilità delle masse popolari organizzate"

La governabilità che Grillo sviluppa è di riconciliare masse e Stato borghese, al servizio dell'interesse generale della borghesia imperialista italiana

Carc -nPCI: "serve a rendere difficile se non impossibile ai poteri forti installare un loro governo forte e autorevole contro le masse come e più del governo Monti"

Ultima tragica sciocchezza che il dopo elezioni dimostrerà subito quando infondata sia..., il voto a Grillo spinge all'unità nazionale dei partiti borghesi intorno all'agenda Monti


Carc -nPCI: "Per questo la Direzione Nazionale del P.CARC si associa al (n)Partito comunista italiano e dà indicazione  di votare e far votare il Movimento 5 Stelle  sia alle elezioni politiche nazionali sia alle regionali del Lazio, della Lombardia e del Molise"

Carc-npCI fa la guerra popolare alle elezioni votando Grillo e contro lo stato pontificio
Una questione semplicemente ridicola se non fosse tragica per gente che si dice 'comunista


proletari comunisti-PCm Italia 

pc 23 febbraio - I morti sul lavoro per la politica non esistono - boicotta le elezioni

Sono già 50 dall’inizio dell’anno i morti sui luoghi di lavoro in Italia, e questo nonostante la crisi. La “civile” Lombardia da solo raggiunge il 25% di tutti morti sul lavoro. E questo nonostante una crisi devastante che colpisce il Paese.
Ho mandato mail a tutti i partiti ma nessuno ha parlato in questa campagna elettorale su cosa intende fare per queste tragedie che colpiscono ogni anno più di 1000 famiglie. Tutti strumentalizzano i lavoratori ma alla fine nessuno ha fatto, o propone di fare cose concrete per arginare questo fenomeno che ci vede tutti gli anni primi in Europa in questo triste primato. Per queste vittime non vale neppure “fingere” d'interessarsi e di  sprecare parole con un finto interessamento.
Del resto in parlamento non ci sono lavoratori che sono solo utilizzati come “utili idioti” da ricordare solo al momento del voto, in questa legislatura che sta per finire solo 4 venivano dal lavoro dipendente, nel prossimo
probabilmente ancora meno. 

Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio
Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com

pc 23 febbraio - le campagne elettorali dei partiti borghesi fanno schifo, quelle dei fascisti ancor di più.. un esempio a Genova- boicotta le elezioni

STORACE COME CARLO MARTELLO
Alle elezioni amministrative genovesi dello scorso anno ha concorso anche - per il partito La Destra - la medico, docente universitaria, Isabella 'Susy' De Martini.
Gli accordi tra la candidata dell'estrema destra ed il responsabile politico della formazione in questione, il laziale Francesco Storace,  prevedevano il ristoro di tutte le spese sostenute per la campagna elettorale, fino ad un massimo di cinquantamila Euro.
Sono passati dieci mesi dall'elezione del Markese alla carica di primo cittadino del capoluogo ligure, e giustamente la professionista savonese - vive a Celle Ligure - vorrebbe tornare in possesso dei quarantamila Euro anticipati a suo tempo.
Dal canto suo, il candidato della destra radicale e fascista alla presidenza della regione Lazio non intende onorare l'impegno a suo tempo firmato: la motivazione addotta da costui è che, in occasione del ballottaggio tra il Markese ed il sedicente liberale Enrico Musso, la De Martini avrebbe dato indicazione di votare per il "candidato di estrema sinistra" (sic!).
All'ex presidente laziale - lo è stato dal 2000 al 2005 - bisognerebbe domandare se conoscesse chi si stava 'mettendo in casa': è difficile credere che non sapesse nulla della sua candidatura alle Europee del 2009 nelle liste del Popolo della Libertà, ed alle Regionali dell'anno seguente in una civica collegata al Partito (sedicente) Democratico (alla faccia della coerenza!).
In ogni caso, ora paghi la giusta parcella - fan quarantamila Euro, è un prezzo di favor - e faccia tesoro della lezione per il futuro.
Genova, 23 febbraio 2013

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com
 

venerdì 22 febbraio 2013

pc 23 febbraio - Ultimi messaggi elettorali a Milano

a chi pesca nel torbido e dice che la sinistra è alternativa quando proprio il candidato Ambrosoli ha dichiarato che nella Sanità il plurindagato Formogoni ha operato bene





e chi cerca di organizzare le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità


pc 22 Febbraio- CONTRO SEGGIO DI BOICOTTAGGIO ELETTORALE A PALERMO


Ieri pomeriggio il Circolo di proletari comunisti di Palermo nell'ambito della campagna nazionale di boicottaggio elettorale attivo lanciata dal PCM ha dato vita ad un sit-in di contro-informazione e denuncia dell'imminente farsa elettorale, ribattezzato goliardicamente "contro-seggio".
Hanno partecipato attivamente alcuni lavoratori organizzati dallo Slai Cobas per il Sindacato di Classe come quelli del Policlinico, gli assistenti ai disabili delle cooperative sociali e assistenti tecnici della scuola, lavoratori che lottano quotidianamente, alcuni da decenni, contro gli attacchi dei governi della borghesia alle condizioni di lavoro.
 Ieri hanno gridato forte e chiaro: "senza lavoro niente voto!"

Dopo le irruzioni e contestazioni ai comizi di Bersani e Grillo, documentati su questo blog nei giorni scorsi, il circolo ha deciso di organizzare questa iniziativa in pieno centro cittadino irrompendo nel "normale passeggio pomeridiano" della centrale via Ruggero Settimo.
Armati di banchetto, megafono, locandine e manifesti, mentre si denunciavano le malefatte di tutti i partiti e formazioni politiche indistintamente, si invitavano i passanti ad avvicinarsi al contro-seggio e lasciare una testimonianza e pensiero sull'attuale governo Monti e i partiti politici in generale. Molti si sono espressi, tutti con parole non esattamente lusinghiere verso i rappresentanti della casta politica...

Abbiamo demistificato il concetto di "voto utile" e di "meno peggio" a partire dal leitmotiv che ultimamente imperversa nel cosiddetto "popolo di sinistra" ovvero che l'astensionismo avvantaggerebbe Berlusconi e quindi sarebbe meglio votare il "meno peggio" compreso Bersani. Il governo anti-popolare e di dittatura dei tecnici Monti è stato appoggiato dall'asse PD-PDL-UDC di cui il PD è stato il più fedele sostenitore, basta questo per dimostrare come questa tesi sia priva di fondamento.

Sel di Vendola che fin dall'inizio ha giurato fedeltà al PD di Bersani pur di entrare in parlamento è in linea con questi tre partiti.

Poi c'è chi pensa di dare un "voto di protesta" votando la "sinistra" di Ingroia, anch'egli ultimamente ha aperto al PD, inoltre la cosiddetta "rivoluzione civile" (?) non è altro che un cartello elettorale di vecchi rottami politici quali Verdi-IDV-PDCI-PRC che negli anni passati non hanno esitato a partecipare attivamente a governi anti-popolari quali quelli D'Alema e Prodi colpevoli di aver portato avanti politiche guerrafondaie (aggressione alla Jugoslavia, all'Afghanistan, al Libano) nonchè di aver introdotto la precarietà nel nostro paese a danno di centinaia di migliaia di giovani e non e di aver sfornato riforme su riforme che hanno attaccato lo stato sociale in particolare scuola e sanità alternandosi in quest'opera con i governi Berlusconi.

Infine Grillo, il pifferaio magico che incanta molti ma basta verificare  cosa faccia concretamente il suo movimento (leggi partito) nelle amministrazioni comunali dov'è già al potere: aumento dell'addizionale comunale dell'Imu, taglio dei servizi (asili in particolare), decreti sul decoro dal sapore leghista da caccia alle streghe (a Parma), attacco al diritto all'abitare e taglio coatto di luce e acqua a famiglie indigenti (a Mira).






Molti dei passanti fermatisi a interloquire con gli studenti e i lavoratori de circolo convenivano sul fatto che è utile la lotta non il voto: questo vero e proprio rituale farsesco che si ripete da oltre 60 anni nel nostro paese con lo scopo di illudere le masse che esso sia il mezzo per cambiare le cose, ed in un certo senso è vero: per le masse che si affidano al voto e non alla lotta le cose peggiorano progressivamente mentre la classe dominante rafforza il proprio potere!


pc 22 febbraio - Valerio e Carla Verbano - non dimenticheremo ! Ora e sempre resistenza !

oggi alle 16,30 a Roma manifestazione !

Venerdì 22 Febbraio 1980, a Roma, intorno all'una di pomeriggio, tre uomini bussano alla porta di un appartamento al quarto altpiano di via Monte Bianco 114, abitazione di Valerio Verbano, studente di 19 anni, militante dell'Autonomia Operaia. In quel momento in casa si trovavano solamente i genitori di Valerio. La madre, dichiarandosi i tre uomini amici di Valerio apre la porta.
Subito i tre uomini, armati e resi irriconoscibili da dei passamontagna, la immobilizzano e la legano insieme al marito in camera da letto, e successivamente perquisiscono accuratamente tutto l'appartamento. Intorno alle 13:40 Valerio torna da scuola, apre la porta di casa e ad aspettarlo trova i suoi aguzzini. Subito si accorge della loro presenza, e dopo averne disarmato uno, cerca di fuggire dalla finestra, ma viene raggiunto da un colpo di pistola alla schiena. Morirà poco dopo in ambulanza, mentre viene trasportato in ospedale.
Alle 21 dello stesso giorno arriva la rivendicazione dell'omicidio da parte dei NAR, che verrà confermata in un ulteriore volantino ritrovato alle 12 del giorno successivo.
Nell'ambiente dell'Autonomia, questo omicidio viene visto come parte di un processo repressivo ampio, portato avanti dalle questure fortemente legate al terrorismo nero. Proprio su questo legame Valerio aveva svolto un ampio e preziosissimo lavoro di indagine, raccolto in un dossier che sparirà dopo essere stato sequestrato dalle forze dell'ordine.
Inutile dire come, in questo caso, tutta quella macchina mediatica che si avviava in quegli anni per rendere onore alle "vittime del terrorismo", non si sia messa in moto e si sia invece impegnata a descrivere Valerio come un militante indeciso, sul punto di abbandonare i suoi ideali.
A mettersi in moto è comunque il movimento: alla diffusione della notizia dell'uccisione di Valerio seguirono cortei, che si concludono con scontri con le forze dell'ordine, che arrivano persino ad inseguire i manifestanti, il giorno del funerale, fin dentro il cimitero del Verano, sparando lacrimogeni e raffiche di mitra.


Riportiamo due passi tratti da "I Volsci" del Febbraio 1980:
"Questo attacco si inserisce in quello più generale contro l'antagonismo organizzato, contro l'Autonomia. Dove non riescono galere, delatori, brigatisti pentiti, giudici cervellotici e piccisti, dove non riesce la campagna di linciaggio politico gestita dal potere, preparata ed avvallata dal Pci, si arriva all'eliminazione fisica dei compagni"

"La potenza repressiva dello Stato è stata invece un elemento complementare dell'assassinio e della logica che lo ha prodotto. Come i compagni hanno fin da subito messo in evidenza, i fascisti hanno colpito dopo che la repressione aveva spianato loro la strada. Ma non basta. Ciò che è avvenuto dopo l'uccisione di Valerio, sia sulla stampa di regime che nelle piazze, ha infatti dimostrato che non solo ai fascisti era stato suggerito e permesso di prendere l'iniziativa, ma che l'assassinio stesso di Valerio veniva gestito dallo stato come un ammonimento per i compagni. Eppure Valerio era stato ucciso inerme, dentro casa sua, davanti ai genitori"

pc 22 febbraio - sbirri assassini.. anche in Belgio

Belgio, la polizia uccide


Acab_360Ancora un caso di scioccante violenza poliziesca. Questa volta arriva dal Belgio, in particolare da Morstel (Anversa), testimoniata da un video (v.sotto) che sta girando tantissimo sui social networks ed ha costretto anche le testate mainstream del paese a coprire l'argomento.
Lo scandalo è emerso a partire dal reportage del programma Panorama sulla tv di lingua fiamminga Vrt. Sostanzialmente il video riprende l'ingresso in massa di diversi uomini della polizia belga in una sorta di spedizione punitiva nei confronti di un uomo, spedizione effettuata caschi e mazze che neanche si fosse in un momento di piazza.
L'uomo è morto a seguito della ferite riportate. I fatti sono del 2010, ma sono emersi solamente ieri, e ci narrano di una dimensione più ampia sulla violenza effettuata nei confronti del cosiddetto "deviante". Jonathan Jacob, 26enne belga, era stato precedentemente assegnato ad un ricovero in un ospedale psichiatrico, che poi era stato revocato in favore della carcerazione per il carattere "violento" dimostrato dall'uomo durante il fermo di polizia.
Portato in galera, in attesa di un calmante che gli doveva essere somministrato dal medico dell'istituto carcerario, è stato barbaramente assalito da un gruppo di poliziotti. Quando è arrivato il medico, Jonathan era già morto per le ferite riportate, nello specifico per un'emorragia al fegato.. Come nelle peggiori storie nostrane di questo tipo, uno degli assassini in divisa è tuttora in servizio nei corpi di polizia del Belgio.
L'ennesimo caso di una violenza di Stato che resta impunita e che ancora una volta ci fa ripetere la stessa domanda..chi controlla il controllore?

pc 22 febbraio - contestato il comizio di Bersani a Napoli . la polizia ferma disoccupati e studenti

Comizio di Bersani a Napoli: studenti e precari BROS aggrediti dalla polizia e 5 portati in questura!



Oggi, ancora una volta, Napoli è stata scelta come teatrino per l'ennesima farsa dei politicanti di turno, la chiusura in pompa magna della campagna elettorale del Pd. Per difendere proprio coloro che sono i principali responsabili di politiche di sfruttamento, miseria, repressione, la DIGOS con celere al seguito ha cacciato violentemente con calci, spintoni e minacce i manifestanti che erano giunti pacificamente a piazza del Plebiscito, portandoli di forza nell'androne della Prefettura per identificarli continuando a minacciarli e a prenderli a calci. Pare che li rilasceranno alla fine del comizio, ma le forze dell'ordine si rifiutano di addurre le motivazioni del sequestro.
Non la stessa cosa per i 5 manifestanti portati in questura e i
precari BROS chiusi di forza nel palazzo reale.
Anapoli.bersani - studenti aggrediti dalla poliziancora una volta è chiaro quale sia il vero volto del PD, al di là del faccione di Bersani che campeggia su tutti i muri della città e lascia appena intravedere lo slogan dell'” Italia giusta” e al di là di un programma che parla di “pari opportunità”, “riforma del welfare state”, “sviluppo sostenibile ed equo”, “valore universalistico della formazione e della ricerca”.
Infatti, che cosa è realmente il Pd?
Più volte ci siamo riferiti, giustamente, al Partito Democratico indicandolo come la principale forza reazionaria attualmente presente sulla scena politica italiana.

Il PD è il partito che più di tutti, in questi mesi, ha sostenuto l'azione politica del governo tecnico, senza battere ciglio sulle misure che venivano approvate e che, un poco alla volta, peggioravano le condizioni di vita di migliaia di lavoratori, studenti, disoccupati, immigrati. E' proprio in quest'ottica che ha rappresentato e continua a rappresentare un affidabilissimo interlocutore internazionale, su cui sanno di poter contare i poteri forti dell'Ue che hanno dealinato la strategia di “uscita” dalla crisi e varato le misure antipopolari che non hanno apportato niente altro che ulteriore sfruttamento e disuguaglianze economiche e sociali sempre più accentuate e vincolanti per la stragrande maggioranza della popolazione. E' proprio in quest'ottica che dagli esponenti del Partito Democratico continuano ad arrivare rassicurazioni sull'indiscutibilità del fiscal compact, del pareggio di bilancio oramai costituzionale, dell'applicazione della spending review.

Il PD è il partito che ha rappresentato la principale sponda politica nel momento in cui sono state approvate e fatte passare misure che erodevano ulteriormente il potere, già veramente marginale in questo momento, dei lavoratori: la riforma delle pensioni, così come l'abolizione dell'articolo 18 o l'accordo sulla produttività, sono stati fatti tutti rientrare nel calderone dei “sacrifici” necessari alla modernizzazione del tessuto sociale ed economico del paese.

E' lo stesso partito che invita nelle proprie sedi esponenti di Casapound, perchè le porte del “confronto democratico” sono sempre aperte a tutti e che però, da sempre, è in prima fila nella criminalizzazione delle lotte dei movimenti sociali dal paese (pensiamo alla resistenza Notav, o anche alle migliaia di persone che nell'ultimo autunno sono scese in piazza per poi finire, inevitabilmente, bollati come i “violenti” da cui dissociarsi).

E' per questi motivi che proprio noi che subiamo quotidianamente le assurde conseguenze di queste politiche siamo andati a contestare questa farsa, e non ci lasceremo intimidire da chi chiude sempre di più, giorno dopo giorno, ogni spazio di democrazia nel nostro "bel paese"!
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 22 Febbraio 2013 15:00 )  







pc 22 febbraio - ecco come Grillo risponderà alle istanze di chi lo vota...scommettiamo? - l'unica protesta proletaria è il boicottaggio delle elezioni


pc 22 febbraio - il movimento NOTAV vota o non vota Grillo .. ci dispiace compagni ma non l'abbiamo capito... comunque chi vota 5 stelle danneggia il movimento che lo voglia o no !


"Il Movimento Notav non sostiene nessuno, non l’ha mai fatto e non ne ha nemmeno bisogno, al massimo avviene il contrario e chi decide di sostenere il movimento, fa sue le posizioni e le istanze di lotta che da oltre 20 porta avanti senza padrini di sorta".
A pochi giorni dalle elezioni vorrei provare a dare una lettura al dibattito che si è innescato in Valle sul Movimento 5 Stelle provando a leggere, dal punto di vista di un notav, perchè al comizio di Beppe Grillo a Susa c’erano oltre 10.000 persone ad applaudirlo. Una lettura, ripeto, lascio ad altri gli “endorsment” o le dichiarazioni di sorta, il Movimento Notav sulle elezioni ha preso parola chiaramente con un comunicato, nel quale mi riconosco e dal quale non mi discosto.

Partiamo da alcune considerazioni semplici ma molte chiare: il Movimento Notav non sostiene nessuno, non l’ha mai fatto e non ne ha nemmeno bisogno, al massimo avviene il contrario e chi decide di sostenere il movimento, fa sue le posizioni e le istanze di lotta che da oltre 20 porta avanti senza padrini di sorta.

Siamo un movimento popolare e quindi è “nell’unione di popolo” che troviamo, non una sintesi, ma il giusto programma per essere efficaci e proseguire collettivamente la nostra lotta, tutti insieme. Non siamo trasversali, perchè la trasversalità implica altre scelte molto più blande, fatte al ribasso, noi siamo uniti, siamo un popolo dove ci sono tante teste e tante idee ma l’essere notav ci unisce tutti in un unico cammino, che come dimostriamo da tempo, è quello della lotta popolare.

In tutti questi anni abbiamo incontrato sulla nostra strada diversi partiti politici che ci hanno appoggiato venendo premiati dal popolo notav al momento delle elezioni (nel 2005 Verdi e Rifondazione Comunista registrarono percentuali imbarazzanti ai seggi) salvo venire smentiti quando gli stessi partiti erano entrati nella coalizione di governo. In Val di Susa brucia ancora molto la firma del dodecalogo per sostenere il governo Prodi che quegli stessi partiti hanno sottoscritto nel 2007 e come si sa, la Val di Susa non perdona!

Pertanto la Valle è vaccinata rispetto alle elezioni e ai percorsi istituzionali, dimostrando diffidenza e non associandosi a nessuno. Questo anche solo banalmente per una questione d’interesse, visto che, a ragion veduta, nessuno si è mai preso in carico e in toto le parole d’ordine della Valle senza fare un passo indietro come noi siamo abituati a fare solitamente. Ci hanno sempre spiegato che il nostro NO non poteva essere solo un no, doveva essere qualcosa di più, e quel qualcos’altro di cui ci parlavano era sempre qualche mediazione che il movimento non ha mai accettato, e quindi come sempre ognuno per la sua strada.

Oggi cosa è cambiato rispetto al passato? Nulla!

Ma l’anomalia rappresentata da Beppe Grillo e dal M5stelle pone interrogativi nuovi al popolo notav e questi sono la spiegazione di così tanta partecipazione, e di candidati valsusini. Alberto Perino ha parlato dal palco di Grillo a Susa e Torino e questo è bastato per gridare allo scandalo, ma non al movimento, che sebbene un pò contrariato per l’eco della presenza, ha letto l’evento con gli strumenti di cui è dotato. Alberto dal palco ha parlato a titolo personale e ha detto le stesse cose che sono riportate qui in un’intervista all’Huffingtonpost che rispecchia necessariamente il suo punto di vista e non quello del movimento intero, come lui stesso ha ribadito più volte.

Ma come Alberto sono in molti a vedere in Grillo la giusta anomalia nel prossimo arco istituzionale che può essere utile alla causa notav. Perchè questo?

Provo, dal nostro punto di vista, a leggerli facendo tesoro dell’esperienza grillina in Regione e a Parma, due facce della medaglia. La Valle ha conosciuto i 5 stelle non per il programma che portano avanti ovunque, basato sulla legalità e gli altri punti che lo compongono, ma al contrario, li ha conosciuti per la partecipazione a momenti di lotta e percorsi che poco hanno a che fare con quello spirito giustizialista che li caratterizza sempre.

Qui in Valle, i “grillini” sono stati a supporto del movimento anche sulle lotte che il movimento ha ritenuto legittime come ad esempio nella libera Repubblica della Maddalena dove hanno dislocato l’ufficio regionale in una roulotte (poi distrutta dalla polizia) in Clarea, nel cuore dei terreni contesi. Il 3 luglio nell’assedio alla Maddalena erano presenti, portando anche Beppe Grillo che fece delle dichiarazioni d’impeto con cui paragonò i valsusini impegnati nella lotta a degli eroi, salvo poi correggersi… (come fa da un pò di tempo a queste parti) , ma comunque venne e pianse insieme agli altri notav per i lacrimogeni sparati.

Non posso nemmeno dimenticare la conferenza stampa di presentazione dell’assedio 3 luglio fatta in una sala del consiglio regionale richiesta sempre dal M5S. Tanti fatti, che concorrono a far comprendere il senso di quello che voglio dire, ovvero qui i 5 stelle danno una mano al movimento, uscendo da quell’alveo di legalità estrema di cui sono instrisi, comprendendo che una lotta ed un movimento, si danno gli strumenti che ritengono efficaci per provare a vincerla, superando il concetto di legalità o illegalità, fondando nuovi presupposti per nuove forme di agire, che non necessariamente sono da ascriversi nell’alveo del codice penale.

L’altra faccia di questo agire è secondo me, l’azione politica che stanno tenendo a Parma, luogo in cui i 5 stelle si fanno di governo, dove agendo nel solo alveo istituzionale rischiano di veder costruito l’inceneritore della discordia. A differenza della Valle, laddove s’interpreta la politica nel solo senso istituzionale nulla può cambiare rispetto ai percorsi prestabiliti e imposti dal quel sistema che la casta gestisce molto bene.

Un altro aspetto che va analizzato è relativo allo sbocco in parlamento della causa notav. Nonostante la forza e la costanza, il popolo notav da tempo cerca di uscire dalla Valle e dal solo confronto/scontro con il cantiere e l’apparato che lo governa, cercando di aprirsi spazi politici e sociali che concorrano ad accrescere la forza del movimento popolare. E probabilmente questo spinge l’interesse dei valsusini e delle valsusine a supportare l’avventura dei 5 stelle in Parlamento, individuandoli come il palanchino per aprire le istituzioni, poi una volta aperto il varco…chissà.

Poi vedremo cosa riserverà il futuro per la pattuglia dei 5 stelle che entreranno in parlamento, quanti Scillipoti possibili ci saranno, e magari dovranno persino rivalutare il tanto odiato Favia

Ai lamenti da sinistra che ho letto in questi giorni non saprei cosa rispondere, è la storia che parla delle continue delusioni che un elettore ha ricevuto fino ad oggi e forse converrebbe loro analizzare un pò meglio, ma non crediamo che questa sia una dote così in voga. Ci si scalda, si urla persino alla par condicio ma non ci si accorge dell’impresentabilità di alcune proposte politiche.

Del resto un notav potrebbe votare una coalizione con Di Pietro o con Buquicchio? O un notav con la voglia di tapparsi il naso potrebbe votare una coalizione che decide di non accettare la candidatura di una Notav seria e determinata come è avvenuto per non inficiare trattative su desistenze o future coalizioni?

Almeno una cosa sensata è stata fatta con la candidatura di Nilo Durbiano, sindaco di Venaus, che ai suoi tempi, nel 2005, sulle barricate ci è salito e ha fatto la sua parte. Vedremo poi in parlamento se la causa notav troverà, come auspicabile, gli stessi voti tra la sinistra e M5S.

A ciascuno il suo insomma, quello che però andrebbe fatto è darsi qualche strumento di lettura dall’interno di quanto sta avvenendo, uscendo dalle banalità e provando ad interpretare la realtà.

Poi come sempre, il cammino dei notav è paragonabile a quello su un sentiero di montagna, difficile e in salita, dove solo chi sa usare bene gambe e fiato arriva in cima. Su quel cammino ne abbiamo visti tanti ma ogni volta che ci fermiamo a tirare un pò di fiato non li vediamo più, di volta in volta, noi però continuiamo a marciare.

Ps: Personalmente io farò come sempre la mia scelta, di stare con le piazze e i movimenti e non nelle urne, aderendo alla campagna #nonvivotiamoperchè


* esponente del Movimento No Tav della Val di Susa

pc 22 febbraio - Terzi ministro della guerra alla Siria del governo Monti al suo ultimo atto...ma chi verrà dopo di lui , farà come lui !

Il ministro italiano Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione  che incorpora una parte degli armati).

Mentre a Damasco un ennesimo attentato terroristico uccide civili in gran numero, Terzi afferma che proporrà  maggiori aiuti militari (“assistenza tecnica, addestramento, formazione”) ai gruppi armati di quell’opposizione che appunto annovera terroristi e jihadisti, guida nei combattimenti. Il 18 febbraio a Bruxelles il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea aveva già deciso di rinnovare le sanzioni commerciali e militari contro la Siria (decise nel 2011 in funzione antigovernativa), ma emendandole per fornire all’opposizione un “maggiore supporto non letale” (?) e “assistenza tecnica per la protezione dei civili” (protezione, in realtà, degli armati contro i civili, che sono vittime degli scontri e di attacchi mirati).

Sarà contento il Qatar che giorni fa ha protestato contro la posizione non abbastanza netta dall’Ue. A gennaio l’emiro Al Thani aveva chiesto un intervento militare esterno diretto, per “fermare le uccisioni”. Arabia Saudita e Qatar forniscono armi che passano dai paesi confinanti con la Siria, e secondo il New York Times la maggior parte delle forniture sarebbero finite nelle mani di gruppi jihadisti. Del resto sul terreno questi non sono separabili dai gruppi più graditi a quell’Occidente che “combatte gli islamisti” in Mali e in Afghanistan.

L’Ue ha poi mantenuto ben saldo l’embargo commerciale che contribuisce ad aumentare le sofferenze del popolo siriano preso nella guerra. Una lettera delle suore trappiste siriane pubblicata su Avvenire domenica scorsa parla delle sanzioni come di un’altra guerra, “diretta da grandi potenze e grandi interessi”, una guerra che ha azzerato i posti di lavoro e provocato miseria; “il popolo siriano vuole la sua libertà e i suoi diritti, ma non così, non in questo modo. Così si uccide la speranza, la dignità, e anche la vita fisica di un popolo”.

Comunque l’operato della Farnesina non solo fomenta gli scontri ma sembra violare leggi italiane e internazionali. La legge italiana 185/1990 sul commercio delle armi prevede all'articolo 1 comma 6(a) che l'esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l'intermediazione di materiali di armamento sono vietati verso i paesi in stato di conflitto armato (come è la Siria), salvo diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare però previo parere delle Camere. Sarà sentito davvero il nuovo Parlamento?

C’è peraltro il rischio che la legge non si applichi se il governo vuole regalare armi, perché non si tratta di vendita da ma “supporto politico”. 

Ma c’è il diritto internazionale. Non solo la Carta dell’Onu impone ai paesi di perseguire politiche estere di pace anziché fomentare guerre,  ma la fornitura di armi e risorse a forze che combattono contro un governo riconosciuto dall’Onu, ha detto al manifesto mesi fa il giurista internazionalista Curtis Doebbler, “è illegale ed è una grave violazione del diritto internazionale. Uno stato che sostiene l’uso della violenza contro un altro stato è responsabile sulla base della legge internazionale per il danno arrecato. Si viola il dovere di non ingerenza negli affari interni di altri stati sulla base dell’articolo 2 comma 7 della Carta dell’Onu e l’astensione dall’uso della forza nell’art. 2 comma 4, uno dei principi più importanti del diritto internazionale”. Qualcuno ricordi a Terzi che il 27 giugno 1986 gli Stati Uniti furono condannati dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja per aver violato questi principi in Nicaragua sostenendo gli armati della contra.

* Sibialiria.org

pc 22 febbraio - NUOVO OPUSCOLO DEL MFPR

 L'8 marzo esce un nuovo opuscolo del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario 
su donne e lavoro.

Vi sarà una sezione di analisi/inchiesta
Una sezione di battaglia politica/ideologica
Una sezione di bilancio di esperienze di lotta
Gli articoli principali saranno:

* la realtà nuda e cruda del lavoro e "non lavoro" delle donne
* analisi critica dell'inchiesta Fiom tra le operaie
* dibattito sullo sciopero delle donne
* Bilancio della lotta delle lavoratrici di Taranto delle pulizie
* Bilancio della lotta delle lav. precarie di Palermo

RICHIEDETELO A: mfprpa@libero.it

Riportiamo due stralci dell'articolo: La realtà nuda e cruda del lavoro e "non lavoro" delle donne"

"...Il calo maggiore dell'occupazione si ha proprio nelle attività lavorative part time, a dimostrazione che questo rapporto sbandierato come favorevole all'occupazione femminile e a conciliare i tempi di lavoro con i tempi di vita (vale a dire, più brutalmente, i tempi del doppio lavoro, nelle aziende e in casa), non significa salvaguardia o aumento dell'occupazione delle donne. D'altra parte il part time per la maggior parte delle donne non è affatto una scelta, ma l'unico lavoro trovato o un ripiego rispetto al carico familiare; nel sud più della metà delle donne con figli conviventi dichiara che avrebbe voluto un lavoro a tempo pieno ma non lo ha trovato (il 50,2%)..."

"...le donne al sud dimostrano una maggiore volontà di indipendenza, una maggiore spregiudicatezza e una minore ideologizzazione della famiglia. Questo ha implicazioni su una critica vecchia, prevalente tuttora  nel campo del femminismo, verso l'ideologia patriarcale come accettata anche tra le donne, e soprattutto nel sud; e pone la necessità di fare invece una critica aggiornata della famiglia e del valore ad essa assegnato dalle donne.
Questa differenza, in un certo senso di controtendenza rispetto a decenni fa, tra nord e sud emerge anche dal fatto che più donne al sud rispetto al nord continuerebbero a lavorare o a cercare lavoro pur se avessero una
grossa vincita, vedendo il lavoro anche come condizione di indipendenza delle donne (continuerebbero a lavorare a fronte del 27,9% del nord, il 39,9% delle donne al sud e isole); così come, in generale più donne al sud che hanno dovuto abbandonare il lavoro, avrebbero voluto continuare a lavorare...".